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Combatti il raffreddore con lo zinco

Combatti il raffreddore con lo zinco

19 Dicembre 2019

Sul raffreddore si sa quasi tutto. Congestione nasale, fatica a respirare, naso che cola. Sono tutti sintomi collegabili a questa comune infiammazione della mucosa nasale e della faringe. Pochi però sanno che, pur essendo circa 200 i virus che lo scatenano, il maggior responsabile di questa patologia è il rinovirus.

Da una ricerca iniziata nel 1984, si è scoperto come, lo zinco, possa essere un possibile alleato del corpo contro questo agente patogeno.

Lo zinco: un minerale dalle mille sorprese

Prima di tutto è bene ricordare che questo minerale è indispensabile per il nostro organismo e per la salute. Oltre a strutturare le proteine, è necessario al funzionamento enzimatico e, in più, ha un effetto antivirale proprio nei confronti del rinovirus.

Secondo lo studio condotto per verificare l'azione di questo minerale contro il raffreddore, si è notato che questo contribuisce a:

- sopprimere l'infiammazione nasale;

- inibire il legame tra il rinovirus e il recettore;

- evitare il moltiplicarsi dell'agente nella mucosa nasale.

Nel corso degli anni di ricerca si è visto come la somministrazione di zinco abbia agito nella riduzione della durata, solitamente sette giorni, e della forza dei sintomi. Tutto ciò a prescindere da età, sesso, razza, tendenza allergica o abitudine al fumo.

Solitamente viene assunto con gli alimenti o tramite specifici integratori. In caso di raffreddore, poi, può essere preso in pastiglie da succhiare e sciogliere direttamente in bocca.

Sia per gli integratori che per le compresse potete rivolgervi alla vostra farmacia di fiducia. Il personale specializzato è in grado di darvi tutte le informazioni necessarie per combattere il vostro raffreddore indicandovi il prodotto migliore da utilizzare.
Come combattere i radicali liberi

Come combattere i radicali liberi

17 Dicembre 2019

I radicali liberi sono molecole dannose per il corpo umano, uno dei nemici più ostici per la nostra salute.

Il motivo? I radicali liberi favoriscono l’invecchiamento precoce dei tessuti superficiali, come la pelle, e di quelli interni. Non a caso i radicali liberi sono spesso alla base del malfunzionamento degli organi e fanno aumentare notevolmente il rischio di sviluppare problemi cardiaci e circolatori.

Queste particelle altamente dannose aumentano, di numero e potenza, dopo prolungate esposizioni solari senza protezione, a seguito di abuso di alcol e di fumo, e anche a causa dello stress.

Cosa fare, quindi, per combattere i radicali liberi e vivere all’insegna del benessere? Semplice! Basta avere uno stile di vita equilibrato e seguire un regime alimentare corretto, giorno dopo giorno.

Per questo motivo sulla nostra tavola non devono mai mancare cibi come carote, zucche, peperoni e albicocche, tutti ricchi di betacarotene, un perfetto antiossidante per il nostro organismo. Anche i pomodori, che contengono licopene in grande quantità, sono ideali per proteggere la pelle dai raggi solari e rinforzare i tessuti degli organi.

E non è tutto: in farmacia sono disponibili numerosi integratori alimentari e prodotti a base naturale che possono aiutare l’organismo a contrastare con efficacia i radicali liberi.

Come i prodotti a base di aloe vera, un antisettico e antibiotico in grado di prevenire l’azione dannosa dei radicali liberi, e di vitamina Q, un antiossidante perfetto per la prevenzione da malattie cardiache provocate dall’azione dannosa di queste molecole.

Lo stress ossidativo, inoltre, si combatte con integratori specifici a base di rosa canina: un ingrediente naturale potentissimo contro l’invecchiamento dell’organismo.

Lasciatevi consigliare dal vostro farmacista per scegliere i prodotti migliori da abbinare ad un corretto stile di vita e rallentare l’azione dei radicali liberi.
Quante proprietà ha l’aglio nero!

Quante proprietà ha l’aglio nero!

14 Dicembre 2019

L'aglio bianco in cucina è un ingrediente popolare e molto diffuso.

Meno conosciuto, invece, è l’aglio nero.

Si tratta di un’evoluzione del comune aglio bianco, che viene sottoposto ad un processo di ossidazione e fermentazione lungo più di 60 giorni.

Al termine di questo procedimento le teste bianche dell’aglio si scuriscono e l’ingrediente diventa più soffice, meno saporito ed incredibilmente ricco di proprietà benefiche.

Quali? Eccole raccolte!

Aglio nero: tutte le proprietà dell’aglio, al quadrato

L’aglio nero, durante il processo di fermentazione, riesce a mantenere intatte le proprietà dell’aglio bianco ed a potenziarne alcune.

Rispetto all’aglio bianco, infatti, la sua variante nera:

  • Garantisce un maggiore apporto di proteine e calcio
  • È più ricco di fosforo
  • Contiene più sostanze antiossidanti
  • Ha un sapore meno forte ed è più tollerabile

Le sue virtù?

All’aglio nero sono riconosciute spiccate proprietà benefiche principalmente nel proteggere il cuore, prevenire i tumori, nel ridurre la glicemia nel sangue e nel tenere sotto controllo il colesterolo.

Non solo: l’aglio nero è considerato un vero e proprio superfood in grado anche di prevenire l’invecchiamento, contrastare la psoriasi e dare energia al corpo combattendo la stanchezza e l’affaticamento.

Ultimo, ma non meno importante: l’aglio nero migliora il metabolismo del glucosio e accelera la guarigione di patologie influenzali e malattie da raffreddamento. Un vero toccasana per la stagione invernale!

Dove trovare l’aglio nero? Fino a poco tempo fa questo prodotto era quasi introvabile, ma grazie alla rapida diffusione delle sue virtù oggi assumerlo è facilissimo grazie ai comodi integratori disponibili in farmacia. Semplici compresse, da assumere sotto controllo medico, che permettono di godere dei benefici di questo prezioso ingrediente naturale, senza impiegare tempo ai fornelli.

Primi bagnetti: quali prodotti usare?

Primi bagnetti: quali prodotti usare?

12 Dicembre 2019

La cute del neonato nei primi mesi di vita produce pochissimo sebo ed è, per questo, molto reattiva agli agenti esterni.

Nei primissimi periodi dopo la nascita, quindi, è importante trattare la pelle del piccolo con estrema delicatezza, scegliendo con cura i prodotti da usare per la detersione e l’igiene.

Ecco una breve guida ai primi bagnetti per scoprire quali prodotti preferire e come comportarsi.

  1. Attenzione all’acqua tiepida

Con cosa va lavato il neonato? Spesso è sufficiente lavare il bambino con acqua corrente ad una temperatura adeguata, tra i 36 ed i 37 gradi. Come monitorare che l’acqua sia tiepida al punto giusto? Immergendo nella vaschetta un apposito termometro digitale impermeabile, acquistabile in farmacia.

  1. Quali sono i migliori saponi per l’igiene del bambino?

Per lavare il neonato scegliete saponi non schiumogeni a base oleosa o cremosa.

I detergenti che producono schiuma, infatti, risultano estremamente irritanti per la cute del neonato: la pelle del piccolo, proprio per l’assenza di sebo – lo strato di grasso protettivo che lascia la pelle elastica, idratata ed impermeabile – è molto sensibile e reagisce ai prodotti detergenti. Se l’epidermide del neonato viene lavata con saponi troppo aggressivi compariranno rush cutanei, chiazze o lesioni. Scegliete prodotti delicatissimi e, soprattutto, applicatene una minima quantità.

  1. Proteggete la cute del neonato con paste all’ossido di zinco

Dopo il bagnetto, prendetevi cura della cute del bambino, specialmente nelle zone più sensibili.

Come quelle a contatto con il pannolino, spesso irritate da urine e feci trattenute a lungo.

Per proteggere l’epidermide del bambino create una barriera, spalmando una pasta all’ossido di zinco.

Scegliete sempre prodotti appositamente formulati per il neonato, verificando che contengano oli naturali –e non oli minerali – che siano privi di profumi, parabeni e coloranti.

I rimedi per la cervicale

I rimedi per la cervicale

10 Dicembre 2019

Se vi è capitato di soffrire di qualche fastidio alla zona del collo, probabilmente siete stati colpiti da cervicalgia. Comunemente viene chiamata cervicale, ed è un dolore che interessa tutta la prima parte della colonna vertebrale.

Cause e sintomi: scopriamoli insieme

Una delle cause più conosciute che portano a questo tipo di disturbo è il classico colpo di frusta, solitamente dovuto ad un forte impatto. Ma non solo. Anche il sollevamento di pesi in modo errato, uno sforzo mentre facciamo sport e, soprattutto, la cattiva postura che teniamo nella quotidianità, ad esempio, in ufficio davanti al computer, possono provocare un irrigidimento della zona.

I sintomi che ne conseguono come il dolore al collo e alle spalle, mal di testa, vertigini, intorpidimento alle braccia e alle mani e perfino la nausea, sono dovuti alla compressione dei vasi. Impedendo il corretto fluire del sangue lungo le arterie vertebrali e il giusto apporto nei centri nervosi dell’equilibrio, provocano il manifestarsi dei diversi disturbi.

In forma in poco tempo

Niente paura però! Alleviare il dolore e ripristinare una situazione di benessere in breve tempo è possibile. Vediamo come.

  • Terapia farmacologica: nella fase più acuta si possono prendere degli antinfiammatori (FANS) per bocca o tramite appositi cerotti. Utilissimi sono anche i miorilassanti che, sciogliendo la muscolatura, possono aiutare decontrarre la parte ripristinando la giusta mobilità.
  • Terapia strumentale: non deve essere eseguita durante la fase acuta e consiste nel sottoporre la parte ad elettrostimolazione (tens), ultrasuoni, ionoforesi e radarterapia. Queste pratiche servono a scogliere le contratture della fascia muscolare, portandola ad una situazione di rilassamento.
  • Terapia di massaggio: digitopressione, shiatsu, massaggi fisioterapici e agopuntura. Sono tutti rimedi che aiutano a restituire una sensazione di benessere, alleviando il dolore e distendo la zona interessata. Anche in questo caso evitate di eseguire queste pratiche durante la fase acuta di dolore.

Per agire correttamente e non peggiorare la situazione è sempre bene rivolgersi al vostro farmacista di fiducia, che saprà consigliarvi il prodotto e la formulazione migliore per risolvere il problema in modo efficace e veloce.

Stop all´acne controllando i livelli di vitamina B12

Stop all´acne controllando i livelli di vitamina B12

07 Dicembre 2019

Generalmente compare intorno ai 14 anni e accompagna per tutta la durata dell'adolescenza. Stiamo parlando dell'acne, una malattia delle pelle di origine infiammatoria, che provoca fastidiosi inestetismi a livello cutaneo. Questa patologia può perdurare anche in età adulta e spesso, lasciando segni visibili sull'epidermide, risulta fastidiosa sia a livello estetico che psicologico.

Per questo, per una corretta azione curativa e di prevenzione, è importante conoscerne le cause.

Vitamina B12: attenti alla quantità!

Una dei fattori scatenanti dell'acne, è la presenza di un batterio, il Propionibacterium acnes e dell'eccessiva dose di Vitamina B12 nell'organismo. In particolare è stato dimostrato come l'aumento nel nostro corpo della cobalamina presente in questa vitamina, stimoli il batterio a produrre maggiori quantità di porfirina, una molecola che, attaccando la pelle e le ghiandole sebacee, ne causa la distruzione, favorendo l’insorgere dell’acne.

Alimentazione, alleata della pelle

Per questa ragione l'alimentazione può giocare un ruolo fondamentale nella cura di questo disturbo. Vediamo come.

La Vitamina B12, è presente negli alimenti proteici di origine animale come la carne rossa e bianca, il pesce (aringhe e sgombri), le uova, i latticini e i molluschi. Una dieta ricca di questi cibi, quindi, favorirebbe il formarsi dell'acne, soprattutto in quei soggetti più predisposti. Ridurre l'assunzione di questo tipo di alimenti, optando per un regime alimentare più diversificato, può diminuire il manifestarsi della malattia.

Oltre all'alimentazione, per combattere a livello locale questi inestetismi, potete chiedere consiglio al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi i prodotti più adatti, per una corretta detersione e una cura più mirata della vostra pelle.

Conosci la pitiriasi rosea? Ecco sintomi e cure

Conosci la pitiriasi rosea? Ecco sintomi e cure

05 Dicembre 2019

Alcuni la conoscono con il nome di pitiriasi rosea, altri la conoscono come pitiriasi rosa di Gibert.

La maggioranza delle persone, però, ignora l’esistenza di questa patologia della pelle.

Di cosa si tratta?

Di una malattia dermatologica che si manifesta con macchie di colore rosaceo diffuse spesso sul viso, sul cuoio capelluto e sul tronco del paziente.

Le macchie frequentemente hanno una superficie secca e desquamata e causano una sensazione di prurito.

Una malattia non contagiosa, che spesso è scatenata da periodi di forte stress o dall’affaticamento dell’organismo durante il cambio di stagione.

Come essere certi che si tratti di pitiriasi rosea di Gibert?

Controllando se sulla cute è presente una macchia più grande delle altre, di colore rosso o rosa: si tratta della cosiddetta “macchia madre” da cui si originano, nell’arco di pochi giorni, una serie di “macchie figlie” che vanno a ricoprire il corpo.

Come si cura la pitiriasi rosea?

La pitiriasi rosea di Gibert ha un decorso naturale di circa 10 settimane e non richiede alcuna terapia farmacologica.

È possibile, tuttavia, utilizzare alcuni prodotti per alleviare i principali sintomi legati alla malattia, come prurito e secchezza della pelle.

Se sentite pizzicare la pelle, chiedete al vostro medico il consenso ad utilizzare farmaci antistaminici per bocca e creme a base di cortisone, da spalmare sulle zone più colpite.

Contro il prurito si sono rivelate efficaci anche alcune pomate contenenti mentolo, che leniscono il fastidio e placano anche la sensazione di calore diffuso.

Se la pelle è desquamata e secca, invece, applicate delle creme emollienti e idratanti, rigorosamente neutre, senza profumi e parabeni.

Hai una contusione? Prova la pomata all´arnica

Hai una contusione? Prova la pomata all´arnica

03 Dicembre 2019

Quando si parla di contusioni l'età anagrafica non conta. Grandi o piccini, spesso può capitare di farsi male. Uno scivolone giocando con gli amici, un oggetto che ci cade addosso o semplicemente un movimento sbagliato, sono tutte cause che possono portare ad avere dolore, gonfiore e, in alcuni casi, delle infiammazioni localizzate.

Acqua fredda e ghiaccio sono le prime soluzioni a cui si pensa per evitare che il dolore si propaghi e che si formino lividi. Quello che forse non tutti sanno, però, è che la natura ci ha donato un altro rimedio.

Vediamolo insieme.

Un fiore per la salute

L'Arnica montana o semplicemente arnica, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle composite che cresce in modo spontaneo nelle regioni alpine e prealpine. Caratterizzata da fiori di colore giallo molto simili alle margherite, ha uno straordinario potere antinfiammatorio e antidolorifico.

Proprio grazie a queste sue proprietà è perfetta, per uso esterno, nel trattamento di ematomi, stiramenti, contusioni, risentimenti muscolari e articolari. Ma non solo. Questa pianta è spesso usata anche dopo operazioni chirurgiche o eventi traumatici.

Avere sempre in casa una pomata o un olio all'arnica è una vera assicurazione contro i piccoli infortuni quotidiani. In più, essendo un prodotto totalmente naturale, è tranquillamente utilizzabile anche per la cura dei bambini.

Un aiuto da usare in modo corretto

Attenzione però, anche con questo tipo di rimedio è necessario seguire qualche piccolo accorgimento.

Per un uso ottimale della crema, è consigliabile applicarla fino a tre volte al giorno, per almeno una settimana, con un massaggio circolare, leggero e non prolungato. Evitate di utilizzarla su dermatiti, lesioni, ferite, escoriazioni o durante la gravidanza e l’allattamento. Questo perché potrebbe causare qualche effetto indesiderato.

Le creme e i prodotti a base di arnica sono acquistabili in farmacia e in erboristeria, dove il personale specializzato saprà indicarvi la corretta modalità d'uso e la formulazione più adatta alle vostre esigenze.

5 proprietà incredibili del burro di karité

5 proprietà incredibili del burro di karité

30 Novembre 2019

Idrata, lenisce e ammorbidisce la pelle: le principali virtù del burro di karité sono note a molti.

Quello che non tutti sappiamo, però, è che oltre alle più note proprietà questa sostanza naturale nasconde benefici incredibili e poco conosciuti.

Curiosi di sapere perché fa bene il burro di karité puro?

Ecco 5 proprietà incredibili di questa sostanza.

  1. Protegge i capelli

Il burro di karité puro svolge un’azione rigenerante e lenitiva sul cuoio capelluto, ideale per combattere gli stati infiammatori, come la psoriasi, e rafforzare le fibre della cute. Come utilizzare il prodotto? Applicando il burro di karité puro, semplice da acquistare in farmacia, come una maschera per capelli.

  1. Stimola la circolazione sanguigna

Il burro di karité, applicato con un massaggio intenso sulle caviglie e sugli arti inferiori, favorisce la circolazione sanguigna, migliora l’ossigenazione dei tessuti e incentiva l’eliminazione degli scarti metabolici.

  1. Previene e cura le smagliature

Il burro di karité è ricco di acidi grassi, è altamente emolliente e svolge un’azione rigenerante intensa sull’epidermide: per questo è molto indicato per riparare il tessuto cellulare rovinato e per stirare le smagliature su pancia e fianchi.

  1. Cura le ferite

Il burro di karité favorisce la rigenerazione delle cellule dei tessuti ed è quindi indicato anche nei casi di escoriazioni, ustioni e ferite.

  1. Combatte l’artrosi

Il burro di karité ha un elevato contenuto di vitamine ed antiossidanti ed ha riconosciute proprietà antinfiammatorie. Per questo viene spesso impiegato anche per massaggi contro i reumatismi, contro i principi d’artrosi e le infiammazioni tendinee.

Attenzione, però: perché il burro di karité sia efficace, assicuratevi di comprare sempre un prodotto puro e di alta qualità.

Chiedete consiglio al vostro farmacista di fiducia!
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