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Prurito dopo la doccia? Ecco come curarlo

Prurito dopo la doccia? Ecco come curarlo

12 Marzo 2019

Vi è mai capitato di sentire una forte sensazione di prurito a contatto con l’acqua? Che sia dopo un bagno in piscina o dopo la doccia, per molte persone, questo elemento diventa un vero e proprio nemico.

Questa sintomatologia viene spesso associata a forme allergiche dovute, per esempio, ai detergenti o al cloro. Ma non è sempre così.

Può trattarsi, infatti, di una patologia chiamata “prurito acquagenico”. Questa sorta di intolleranza cutanea è causata dall’eccessivo rilascio nell’organismo di istamina e acetilcolina, due neurotrasmettitori che, reagendo all’acqua, generano la sensazione di prurito. Solitamente si manifesta su gambe, polpacci e braccia, ma può estendersi su tutto il corpo.

Le crisi possono durare qualche minuto e, in genere, si attenuano coprendo la pelle.

Prurito? No grazie!

Ad oggi non si conoscono cure risolutive del problema ma esistono dei rimedi preventivi che ne limitano gli effetti. Vediamoli insieme.

  • Prima di fare la doccia o immergervi nell’acqua applicate sulla pelle prodotti a base di capsaicina, un composto organico presente nel peperoncino, la cui particolarità è quella di attenuare il prurito;
  • utilizzate detergenti delicati e ipoallergenici, come quelli all’avena, che possiede proprietà antinfiammatorie, lenitive e idratanti;
  • evitate bagni o docce troppo calde poiché l’aumento della temperatura corporea può aggravare la sensazione pruriginosa;
  • asciugatevi tamponando la pelle senza sfregarla e applicate su tutto il corpo dei prodotti idratanti, nutrienti e calmanti a base, per esempio, di burro di karité, acido ialuronico e olio di mandorle;
  • preferite indumenti di cotone o seta, più delicati sulla cute.

Nel caso il disturbo persista, sempre sotto indicazione medica o del vostro farmacista di fiducia, potete optare per soluzioni alternative come cicli di fototerapia o l’utilizzo di farmaci antistaminici.

Come abbassare i trigliceridi

Come abbassare i trigliceridi

09 Marzo 2019

A un bel piatto di pasta si sa, è difficile rinunciare, ma cosa succede nel nostro organismo quando ne abusiamo?

I trigliceridi aumentano! L'eccessivo consumo di carboidrati e di zuccheri, infatti, è il fattore determinante della loro crescita nel corpo.

Questi elementi non sono altro che una tipologia di grasso, solitamente prodotta dal fegato o assimilata con i cibi. Il loro scopo è quello di formare una scorta lipidica, garantendo l'energia di cui ha bisogno l'organismo quando è in deficit.

La produzione eccessiva di trigliceridi però fa si che, quelli in eccesso, vengano immagazzinati nelle cellule adipose, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari. In un soggetto adulto, il loro valore ottimale è inferiore a 150 mg/dl anche se fino 199 mg/dl sono ritenuti accettabili.

Come fare per tenerli sotto controllo?

Perché il valore dei trigliceridi non superi i parametri ideali è importante intervenire quotidianamente. Ecco come:

  • preferite i cereali integrali, i legumi e i carboidrati già presenti in frutta e verdura;
  • limitate l'utilizzo di zucchero;
  • condite gli alimenti con olio extra vergine di oliva;
  • consumate cibi ricchi di omega 3, per esempio il salmone, due volte la settimana;
  • mangiate frutta secca, una porzione al giorno è sufficiente;
  • limitate l'alcol;
  • introducete nella dieta le proteine della soia;
  • praticare attività fisica in modo regolare. Il movimento aerobico, infatti, aiuta ad abbassare i trigliceridi nel sangue;
  • tenete sotto controllo il peso.
In più ricordatevi di controllare la glicemia e i livelli di glucosio nel sangue. In farmacia è possibile effettuare il test con l'aiuto del personale specializzato o grazie ai kit per l'autoanalisi.
Dolori articolari: quando intervenire e come curarli

Dolori articolari: quando intervenire e come curarli

07 Marzo 2019

Alzi la mano chi non ha mai sofferto di indolenzimenti articolari, sempre che riusciate a farlo senza provare un forte dolore.

Eh sì: i problemi alle articolazioni sono molto più comuni di quanto possiate immaginare. Mani, piedi, gambe e braccia, infatti, stressano ogni giorno tendini e legamenti, zone delicatissime del nostro corpo che, con il tempo, si sovraccaricano e fanno male.

Ma non è solo questione d’età: i dolori articolari, conosciuti tecnicamente come artralgia, possono derivare da molteplici fattori.

Fisiologici, come il sesso: nelle donne, ad esempio, esiste una maggiore esposizione all’artralgia nei periodi premestruali e in menopausa, momenti nei quali lo scompenso ormonale aumenta l’irrigidimento dei tessuti morbidi che proteggono le articolazioni.

Ma anche legati allo stile di vita, come lo stress. Il motivo? Nei soggetti particolarmente tesi la produzione di noradrenalina – un ormone che irrigidisce l’intero sistema muscolare – aumenta, provocando intensi dolori articolari.

Non solo: chi ha una vita sedentaria o chi sollecita le articolazioni con un’intensa attività fisica, espone il corpo ad un naturale indebolimento delle articolazioni. Nel primo caso, sarà la diminuzione del lubrificante naturale – il liquido sinoviale – a provocare l’indolenzimento; nel secondo caso, invece, la sovraesposizione dei tendini e l’usura delle cartilagini potrà portare a fastidi e dolori.

Senza dimenticare che anche il sovrappeso ed i malanni di stagione possono mettere a dura prova i tendini e le articolazioni.

Che fare, dunque, quando si avvertono dolore e rigidità articolare?

Iniziate con una vita sana: abituatevi a mantenere sempre una postura corretta, controllate il peso corporeo, camminate per almeno 1000 passi al giorno e consumate cibi dalle proprietà antinfiammatorie – come la frutta secca – e ricchi di Omega 3, come il pesce.

Per alleviare il dolore, poi, chiedete aiuto al farmacista: tra le opzioni disponibili, valutate la possibilità di assumere specifici integratori alimentari a base di magnesio, acido ialuronico e collagene, formulati per mantenere un’ottima funzionalità di cartilagini e articolazioni.
Emicrania nei bambini: ecco come intervenire

Emicrania nei bambini: ecco come intervenire

05 Marzo 2019

Se pensate che il mal di testa sia prerogativa degli adulti vi sbagliate. Colleghi irritanti o troppa stanchezza, infatti, non sono le uniche cause che portano a questo disturbo.

Nei bambini, in particolare, i motivi scatenanti sono principalmente due: lo stress, dovuto ai ritmi frenetici di vita che gli si impone, e la carenza di ore di sonno.

La forma più diffusa di cefalea è quella di tipo primario, dovuta per lo più all'emicrania. Quella secondaria, invece, riguarda condizioni più gravi come conseguenza a traumi o a patologie più critiche.

Mal di testa: cause e rimedi

Circa il 40% dei bambini entro i sette anni soffre di cefalea primaria.

In alcuni casi i fattori che determinano questa patologia possono essere difficili da individuare poiché sono legati a disturbi psicologici come la depressione o una condizione di ansia. Più frequentemente, però, l'emicrania deriva dalla diminuzione delle ore di sonno dovuta allo stile di vita, all’aumento delle luci artificiali e all’utilizzo di strumenti elettronici in età sempre minore.

Il mal di testa in età pediatrica non deve mai essere trascurato ed è bene intervenire prima che il dolore sia troppo grande. Oltre ai rimedi farmacologici, antiemetici e antidolorifici, come l'ibuprofene e il paracetamolo, è importante seguire qualche buona abitudine. Dormire sempre nella stessa stanza e allo stesso orario e, dal quarto mese in poi, separare la fase dell'alimentazione da quella del sonno, possono aiutare a prevenire il formasi dell'emicrania.

In ogni caso, per intervenire correttamente e aiutare il vostro bambino a sconfiggere il dolore, potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia che saprà consigliarvi in modo efficace e mirato.

Trigliceridi alti? Ecco come comportarsi

Trigliceridi alti? Ecco come comportarsi

02 Marzo 2019

Nel corso della vita, magari dopo un esame del sangue, vi sarà capitato di sentir parlare di trigliceridi.

Con questo termine si indicano la maggior parte dei grassi presenti nel corpo che, di fatto, rappresentano i principali componenti del nostro tessuto adiposo.

La loro funzione è importantissima per l’organismo poiché svolgono l’azione di riserva energetica e di isolante termico contro le basse temperature.
Quando i trigliceridi aumentano troppo, però, possono insorgere conseguenze gravi, come il rischio di contrarre malattie cardiovascolari tra cui l’infarto e l’aterosclerosi.

Questo innalzamento può essere causato da vari fattori tra cui:

  • sovrappeso e obesità;
  • sedentarietà;
  • diabete mellito;
  • abuso di alcol;
  • dieta scorretta;
  • patologie renali;
  • terapie con pillola anticoncezionale, estrogeni, diuretici, agenti antifungini.

Vademecum di salute

Per questo, per limitare l’aumento dei trigliceridi nel corpo e l’insorgere delle patologie ad esso collegate, è fondamentale seguire qualche piccola dritta. Per esempio:

  • evitate l’abuso di zucchero, dolci, farina 0 e 00 e le patate che aumentano i livelli di glicemia nel sangue;
  • preferite carboidrati complessi come quelli contenuti nei cereali integrali ma anche legumi, avena, orzo e verdure;
  • utilizzate olio extra vergine di oliva per condire;
  • mangiate frutta e verdura di stagione, ideali per tenere i trigliceridi al giusto livello;
  • prediligete il pesce, due o tre volte la settimana, in particolare il quello azzurro come sardine, sgombri e alici;
  • limitate i grassi saturi presenti nella carne rossa, latte, burro, formaggi, salumi e carne in scatola;
  • evitate di bere alcolici e di fumare;
  • praticate una corretta e costante attività fisica;

In caso di necessità su come mantenere i trigliceridi a livelli ideali, potete chiedere consiglio al vostro medico e farmacista di fiducia che sapranno darvi ottimi consigli per la vostra salute.

Acido glicolico, un nuovo alleato per la tua bellezza

Acido glicolico, un nuovo alleato per la tua bellezza

28 Febbraio 2019

La pelle è il nostro biglietto da visita. Ecco perché è importante prendersene cura, scegliendo i prodotti e i trattamenti migliori come, per esempio, l'acido glicolico. Sapete cos'è? Ve lo diciamo noi.

L’acido glicolico fa parte della famiglia degli acidi della frutta così come l’acido citrico o l’acido lattico. Viene estratto dallo zucchero di canna e, grazie alla sua struttura molecolare, è in grado di penetrare all'interno della pelle meglio di qualunque altro acido.


Acido glicolico, tutto quello che c'è da sapere

Rimuovendo lo strato corneo della cute e le cellule morte accumulate, l’acido glicolico effettua un'azione esfoliante (peeling) rendendo la pelle levigata, elastica e rosea. In più svolge un'azione riequilibrante nella produzione del sebo. Questo acido è particolarmente indicato per pelli mature e con macchie, ma anche per quelle a tendenza acneica e grassa, questo perché è in grado di combattere i segni del tempo e minimizzare le imperfezioni.

L'acido glicolico si può usare comunemente a casa con trattamenti cosmetici, tonici viso, creme e maschere che ne contengono una percentuale bassa, tra il 5% e il 10% circa. In dermatologia e medicina estetica, invece, le dosi aumentano, dal 30% al 80%, e sono impiegate per peeling intensi. In questi casi, l'importante è rivolgersi sempre a centri specializzati evitando il fai da te, poiché l'utilizzo in dosi errate di questo acido può alterare il ph naturale della pelle.

Se volete acquistare dei prodotti cosmetici per effettuare il peeling direttamente a casa potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia, che saprà indicarvi la formulazione migliore in base alla vostra cute e alla vostra età. La vostra pelle vi ringrazierà!
Teanina, l´antistress naturale

Teanina, l´antistress naturale

26 Febbraio 2019

Quanto è piacevole la sensazione di calore e il profumo che ci trasmette una bevanda calda. Soprattutto nelle giornate più fredde, una buona tazza di tè è in grado di scaldarci e infonderci tranquillità fin dal primo sorso.

Questa pianta dalle molteplici proprietà, influendo in moltissime funzioni del nostro corpo, è un vero e proprio nettare di benessere a 360°. Per esempio, diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari, migliora le funzioni cognitive, protegge ossa e denti e riduce l'incidenza del diabete e di alcuni tumori. In più, è ricca di antiossidanti che aiutano a mantenere il nostro organismo in salute.

Ma non solo. Sapevate che il tè è anche un potente alleato contro lo stress?

Via lo stress grazie alla natura

Questa importante caratteristica arriva dalla teanina, una molecola a struttura aminoacidica di derivazione non proteica, che si trova nelle foglie della pianta in concentrazioni diverse a seconda della tipologia. Il tè verde, per esempio, ne è particolarmente ricco.

Alcuni studi hanno dimostrato come l'assunzione di questa sostanza riduca la reattività allo stress e all'ansia e svolga anche un effetto positivo sulle performance a livello cerebrale, migliorando la capacità di attenzione e la memoria.

Ma non è tutto. Dagli studi effettuati, è emerso anche che la teanina avrebbe un importante effetto immunostimolante, capace di schermare contro i virus influenzali e il raffreddore.

Una vera miniera di benefici, che soprattutto con l'arrivo della stagione fredda, possono davvero migliorarvi la salute e l'umore.

La teanina è 100% naturale ed è possibile assumerla anche attraverso integratori specifici che potete trovare in farmacia, seguendo sempre gli utili consigli del personale specializzato.

Disidratazione: un rischio anche nella stagione fredda

Disidratazione: un rischio anche nella stagione fredda

23 Febbraio 2019

Che durante la stagione calda sia fondamentale idratarsi è cosa certa e nota a tutti. Ma cosa succede in inverno?

Molto spesso, erroneamente, si pensa che con l’abbassamento delle temperature, non esistano rischi legati alla carenza di liquidi e si tende a bere di meno.

Se è vero che il freddo diminuisce il senso della sete, però, è altrettanto vero che i danni generati dalla disidratazione sono gli stessi in qualunque stagione dell’anno.

L’acqua: fonte di salute

Una scorretta o non adeguata idratazione può provocare una serie di malesseri tra cui irregolarità della diuresi, infezioni come la cistite, senso di secchezza alla bocca, sonnolenza, stitichezza, vertigini, mal di testa e affaticamento.

Ma non solo, negli adulti la carenza di liquidi può portare anche a cambiamenti umorali, come una maggior irritabilità e, in alcuni casi, anche confusione mentale.

Un errore comune che si compie nella stagione fredda, poi, è pensare che non avvenga traspirazione. Non è così. La sudorazione, infatti, anche se più veloce e poco percepibile, è sempre presente. La perdita di liquidi e sali minerali, quindi, deve essere reintegrata.

La cosa migliore da fare è bere regolarmente a piccoli sorsi, senza aspettare lo stimolo della seta. I medici raccomandano di introdurre circa due litri di acqua al giorno, senza dimenticarsi il giusto apporto di vitamine e sali contenuti in frutta e verdura. Così facendo, eviterete tutti i problemi legati alla carenza di liquidi, mantenendo il vostro corpo in perfetta salute, anche in inverno.

Per avere maggiori informazioni o consigli su come intervenire in caso di disidratazione potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi come agire nel modo migliore.
Influenza 2018: cosa ci aspetta?

Influenza 2018: cosa ci aspetta?

21 Febbraio 2019

L'autunno è arrivato portando con sè i primi freddi e la voglia di stare al caldo sotto le coperte. Tutto cambia però, se a trattenervi a letto non è il piacere del piumone ma la nemica numero uno di questa stagione: l'influenza.

Anche quest'anno, infatti, sono in arrivo i classici virus influenzali, capaci di obbligarci in casa per molti giorni con sintomi tutt'altro che piacevoli. Quelli più comuni, tipici di questa patologia, sono:

  • febbre improvvisa superiore ai 38 °C;
  • dolori muscolari o articolari;
  • tosse;
  • naso che cola;
  • mal di gola.

Influenza: responsabili e prevenzione

Secondo una stima effettuata dall'Università degli Studi di Milano, quest'anno verranno colpiti dall'influenza circa 5 milioni di italiani. La responsabilità sarà imputabile a due virus, l'A/H1N1, già colpevole dell'epidemia del 2009, e il virus B, predominante l'anno scorso sia in Italia che in tutta Europa. Ma non solo, altrettante persone saranno soggette alle sindromi parainfluenzali provocate da virus respiratori.

Se per la maggior parte dei casi l'influenza non crea problemi gravi, bisogna comunque prestare attenzione soprattutto quando si parla di bambini, anziani, donne incinte, persone con sistema immunitario debole o affette da malattie respiratorie e cardiache. In questi casi il vaccino potrebbe essere uno strumento utile a prevenire le complicazioni che potrebbero derivare da questi virus.

Prima di effettuare vaccini o improvvisare cure fai da te, è sempre importante chiedere consiglio al vostro farmacista di fiducia, che saprà indicarvi i rimedi migliori per affrontare i sintomi e guarire in breve tempo senza incorrere in ricadute.

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