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Raffreddore neonatale: cos´è e come si cura

Raffreddore neonatale: cos´è e come si cura

04 Giugno 2019

L'età non conta, grandi o piccini, il raffreddore non risparmia davvero nessuno.

Sono circa 200 i virus che portano a questa infiammazione della mucosa nasale, della faringe e in alcuni casi della gola. I sintomi sono piuttosto comuni, come il classico naso che cola, rialzo della temperatura, starnuti, tosse, inappetenza e difficoltà a dormire.


Raffreddore: amico o nemico dei bambini?

Sia negli adulti che nei bambini, se ben curato, non è una patologia preoccupante.

Sapevate, piuttosto, che il raffreddore neonatale può essere utile? Nei primi mesi di vita il nostro organismo inizia a produrre i cosiddetti "anticorpi delle memoria" che, ricordando l'incontro con l'agente infettivo, difendono l’organismo durante gli attacchi successivi.

E tutti sappiamo che il raffreddore ci viene a trovare molto spesso.

In più, i neonati sviluppano un'immunità momentanea che li protegge dal virus per un periodo dopo il contagio.


Cure e prevenzione

Per curare il raffreddore neonatale, è importante:

  • evitare antinfiammatori e antibiotici;
  • idratare il bambino facendogli bere molta;
  • liberare il naso dal muco, lavando le vie nasali con soluzioni saline apposite;
  • umidificare gli ambienti che favoriscono lo scioglimento del muco, riducendo la congestione nasale;
  • far riposare il piccolo, aiutando il sistema immunitario a reagire.

Ricordatevi, il raffreddore è contagioso! Prevenirlo è possibile, per esempio lavando bene ciucci e giocattoli e tenendo il neonato lontano da chi sta affrontando questa forma virale.

In ogni caso chiedete sempre consiglio al personale in farmacia che saprà darvi le giuste indicazioni per curare al meglio i sintomi del vostro bambino.
Fibrillazione atriale, l´autodiagnosi è possibile

Fibrillazione atriale, l´autodiagnosi è possibile

01 Giugno 2019

Anche se poco conosciuta, l'aritmia cardiaca è un disturbo molto diffuso che tende a crescere con l'aumentare dell'età. Questa patologia può manifestarsi con l’accelerazione, la riduzione o l’irregolarità del battito cardiaco.

Quando le due cavità superiori del cuore, gli atri, si contraggono molto velocemente e con un ritmo non regolare, si parla di fibrillazione atriale.

Sono circa 10 milioni gli europei a soffrirne e 2 milioni solo gli italiani ma, non avendo sintomi evidenti, è una malattia molto spesso trascurata.

L’importanza di conoscere il proprio corpo

I segnali più evidenti legati a questa patologia sono la mancanza di respiro, stanchezza profonda, senso di vertigine e fastidio al petto. Nonostante questi sintomi, però, moltissime persone hanno saputo di esserne soggetti solo dopo aver avuto un ictus cerebrale.

Riconoscere in tempo questi campanelli d’allarme, quindi, è fondamentale per poter intervenire e curare questo disturbo evitando di arrivare a complicazioni molto gravi.

Per tutte queste ragioni appare chiaro come, saper effettuare una corretta autodiagnosi, possa fare la differenza. Per identificare in tempo e prevenire la malattia, infatti, bastano due dita appoggiate sul polso, un gesto molto semplice che, se eseguito nel modo corretto, può salvare la vita. In questo modo è possibile capire se il cuore batte regolarmente oppure no.

A questo scopo, in occasione della settimana mondiale dedicata alla fibrillazione atriale è nata “Check Your Pulse”, una campagna promossa dall’Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari (Alt), volta alla sensibilizzazione sull’autodiagnosi della patologia,

Per conoscere come effettuarla correttamente, è importante rivolgersi ad esperti specializzati o al vostro farmacista di fiducia, che saranno in grado di mostrarvi come agire e come riconoscere i sintomi legati a questo disturbo.

Gli alimenti probiotici strizzano l´occhio all´intestino

Gli alimenti probiotici strizzano l´occhio all´intestino

30 Maggio 2019

Molti di voi ne avranno sentito parlare, ma pochi sanno davvero cosa siano.

I probiotici sono sostanze prodotte da un organismo, in grado di stimolare la crescita di un altro elemento. Per essere considerati tali devono:

  • essere già presenti nel nostro intestino;
  • resistere alle funzioni digestive;
  • aderire alle cellule intestinali e colonizzarle;
  • avere un effetto benefico per la salute, grazie all'antagonismo nei confronti di microrganismi patogeni.


Probiotici, come funzionano e dove trovarli

I probiotici, quindi, sono capaci di agire positivamente sull’ecosistema intestinale dove arrivano ancora vitali nonostante le barriere costituite dai succhi gastrici, promuovendo il rinnovamento della flora microbica intestinale.

Queste sostanze si trovano nei cibi fermentati come thé kombucha, miso, kefir, tempeh e crauti, nello yogurt addizionato e in alcuni latticini.

Attenzione, lo yogurt classico non può essere considerato probiotico, perché il Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus, in esso contenuti, non sono in grado di sopravvivere in modo significativo all'acidità del nostro stomaco.

I probiotici si possono assumere anche tramite prodotti fortificati detti "alimenti funzionali", come formaggi freschi e derivati dei cereali, tipo la pasta. Questi cibi svolgono importanti funzioni benefiche sul nostro organismo tra cui la stimolazione delle difese immunitarie.

Questo però non basta. Per il benessere del nostro corpo e il mantenimento della flora intestinale è necessario anche seguire uno stile di vita corretto, fare attività fisica, curare l'alimentazione, eliminare sigarette e alcol e, importantissimo, diminuire lo stress.

In caso di necessità, poi, è possibile reperire in farmacia degli integratori di probiotici specifici oltre agli ottimi consigli del personale specializzato.

Misuri la pressione? Attenzione a non fare questi errori

Misuri la pressione? Attenzione a non fare questi errori

28 Maggio 2019

Stanchezza cronica, vertigini, mancanza di concentrazione, mal di testa o nausea. I sintomi che possono manifestarsi in caso di problemi di pressione sono molti, più o meno evidenti. Per questo è importante effettuare una corretta e periodica misurazione.

Che lo si faccia in ambulatorio o in farmacia, con l'assistenza di personale specializzato, o a casa da soli, con gli appositi strumenti in commercio, è bene sapere quali accorgimenti seguire per avere una lettura chiara e inalterata di tutti i valori.

In generale, viene considerata normale una pressione sistolica (massima) inferiore ai 130 mm Hg e la diastolica (minima) inferiore a 85 mm Hg (millimetri di mercurio, unità di misura della pressione utilizzata in medicina).

Ecco alcuni consigli per una misurazione perfetta!

Attenti alla postura. Non avere la schiena e i piedi ben appoggiati a terra può aumentare tra i 6 e i 10 punti la misurazione della pressione.

Ѐ importante ricordarsi di non accavallare mai le gambe, anche questo può alterarne i valori!

Il braccio su cui si effettua la rilevazione deve essere ben appoggiato su un tavolo o su una sedia e possibilmente nudo. Il bracciale di misurazione deve essere posizionato all'altezza del cuore e non deve essere troppo piccolo. In caso contrario i valori rilevati potrebbero risultare più alti da 2 a 10 punti.

Ricordatevi di fare pipì prima della misurazione. La vescica piena può aggiungere fino a 15 punti alla lettura della vostra pressione.

Infine, per evitare alterazioni, è importante rimanere in silenzio e fermi per tutta la durata della procedura.

Per evitare di commettere errori, fatevi misurare la pressione dal vostro farmacista: vi saprà supportare al meglio.
Alzheimer, ecco la ricetta per la prevenzione

Alzheimer, ecco la ricetta per la prevenzione

25 Maggio 2019

Tutti quanti nella vita abbiamo sentito parlare di Alzheimer. Solo in Italia, anche per la longevità della popolazione, si contano circa 1.000.000 di persone soggette a demenza, di cui 600.000 proprio con questa patologia.

Non tutti però sanno che la malattia inizia molti anni prima rispetto al manifestarsi dei sintomi.

Per questo effettuare una diagnosi precoce è fondamentale e lo sarà ancora di più in futuro. Ad oggi, infatti, è in fase di sperimentazione una strategia terapeutica che potrebbe modificarne il decorso tramite la rimozione della proteina beta-amiloide, che ne è la principale responsabile.

Mente sana in corpo sano

La cura più importante però è la prevenzione. Seguire un regime alimentare e uno stile di vita sano rallentano l'invecchiamento del cervello e riducono il rischio di demenza.

Un aiuto concreto ci arriva dalla dieta mediterranea, potente alleata di cuore e cervello.

Ecco, quindi, alcuni consigli da tenere sempre presenti:

  • A tavola non deve mai mancare l'olio extra vergine di oliva, ricco di acidi grassi monoinsaturi e di polifenoli;
  • Evitate sia i grassi saturi, soprattutto di origine animale – presenti nei dolci industriali e nei fritti – che gli zuccheri semplici;
  • Mangiate legumi, frutta e verdura, in particolare quelle più colorate e ricche di Omega 3. Ottimi anche la frutta secca, i semi e le noci, ricchi di vitamina E;
  • Assumete la vitamina B12, presente nei prodotti di origine animale come uova, merluzzo, salmone, formaggio, ecc.;
  • Non fumate e fate esercizi fisici aerobici, per esempio una bella camminata tre volte la settimana.
Nel caso di utilizzo di integratori vitaminici si raccomanda di scegliere quelli che non contengono ferro e rame. In questo potrà venirvi in aiuto il vostro farmacista che saprà darvi ottimi consigli indicandovi i prodotti migliori.
Follicolite da depilazione: come risolverla?

Follicolite da depilazione: come risolverla?

23 Maggio 2019

Il bello della ceretta? Rimuovere in pochi istanti i tanto odiati peli superflui.

Il brutto della ceretta? Il rischio della follicolite: si tratta dell’infiammazione dei bulbi piliferi sollecitati a fondo da uno strappo troppo vigoroso, infiammati dal pelo che cresce male sottopelle o infetti a causa dell’azione di batteri che attaccano la pelle già irritata.

Come si manifesta la follicolite da depilazione? Con uno o più bulbi piliferi ingrossati, infetti e doloranti e con la comparsa di piccole pustole e bollicine rosse sulla pelle.

Addio alla ceretta, quindi?

Niente affatto: prevenire la follicolite da depilazione e curarla è possibile, grazie ai giusti prodotti in vendita in farmacia.

Prevenire la follicolite da ceretta: basta uno scrub

Per evitare l’insorgere di infiammazioni cutanee, qualche giorno prima di sottoporvi ad una ceretta eseguite un’esfoliazione delicata delle zone da trattare per rimuovere ogni possibile ostruzioni ai pori.

Basta uno scrub leggero, infatti, per liberare i pori da impurità e ostacoli e permettere al pelo estirpato di ricrescere dritto e sano.

Curare la follicolite: ecco i rimedi farmaceutici

Se dopo la ceretta avete notato la comparsa di bollicine rosse e piccole pustole, potrebbe trattarsi di follicolite da depilazione.

Il primo passo è quello di disinfettare la zona con detergenti antisettici e antibatterici (come quelli a base di tea tree oil), per poi applicare una crema lenitiva e idratante a base di lanolina e ossido di zinco.

Se la follicolite è acuta o ricorrente, chiedete consiglio al medico e, nel frattempo, evitate di sottoporre ad una nuova ceretta la zona infiammata, preferendo metodi più superficiali come la lametta.

Aiuto, ho i pidocchi! Cosa fare?

Aiuto, ho i pidocchi! Cosa fare?

21 Maggio 2019

Prurito in testa, bruciore agli occhi, ponfi e linfonodi ingrossati: potrebbe trattarsi di pediculosi. L’infestazione cutanea provocata dall’attacco dei pidocchi è un disturbo diffuso che può colpire grandi e piccini, specialmente in età scolare.

Come si manifestano i pidocchi?

I piccoli parassiti che vivono solo sull’uomo trovano nel cuoio capelluto, o in altre zone cutanee coperte da peli, un ambiente umido e dalla temperatura favorevole per insediarsi e depositare le uova, conosciute come lendini.

Per nutrirsi, i pidocchi pungono il cuoio capelluto dell’uomo e succhiano il sangue: un’azione che provoca prurito ed irritazione, annunciando il contagio.

Come prevenire e debellare i pidocchi

La prevenzione, come sempre, è la miglior cura.

Per ridurre il rischio di contagio da pidocchi rispettate, e fate seguire anche a vostro figlio, le comuni e corrette pratiche igieniche.

Lavare spesso le mani, evitare il prolungato contatto fisico con estranei, non scambiare oggetti personali e biancheria con altri conoscenti o compagni di classe e non ammucchiare abiti e cappotti in un unico spazio, sono buone norme spesso sufficienti ad evitare l’attacco dei parassiti.

Se, nonostante i propositi, il contagio da pidocchi fosse avvenuto, niente paura: in farmacia esistono numerosi rimedi veloci ed efficaci per debellare i parassiti.

Polveri aspergibili, spray, lozioni o shampoo con formulazioni specifiche, permettono di uccidere gli insetti e di favorire il distacco e l’eliminazione delle lendini e dei pidocchi morti dai capelli.

Un’azione urto attiva in pochi minuti, efficace senza danneggiare il cuoio capelluto.

Non solo igiene: le saponette sono un vero trattamento di bellezza

Non solo igiene: le saponette sono un vero trattamento di bellezza

18 Maggio 2019

La saponetta non è utile solo all’igiene quotidiana.

A seconda degli ingredienti che la compongono, infatti, può essere impiegata per efficaci trattamenti estetici.

Alleate di bellezza, in commercio esistono tantissime tipologie di saponette di svariate forme e colori, che, se usate con costanza possono rivelarsi vantaggiose per la cura della cute e dei capelli e, perché no, possono essere utilizzate anche come ottimi tonificanti.

Ecco le più interessanti saponette naturali:

  • Saponetta al Mirto e Uva Rossa

Al piacevole profumo di mirto, questa saponetta naturale è un valido rigenerante ed antiossidante. Consigliato per le pelli sensibili, questo tipo di prodotto ha anche delle proprietà toniche e rassodanti.

  • Saponetta allo zolfo

Lo zolfo ha un effetto cicatrizzante – un vero toccasana per i punti neri – ed è particolarmente indicato per trattare con efficacia i brufoli e le impurità della pelle. La saponetta allo zolfo è perfetta, inoltre, per essere utilizzata anche sul cuoio capelluto: in particolare, chi ha i capelli grassi può sfruttare la sua azione riequilibrante ed esfoliante.

  • Saponetta al burro di karitè

Un vero e proprio cosmetico naturale, la saponetta al burro di karitè garantisce un’azione emolliente sulla pelle. In grado di rigenerare e nutrire qualsiasi tipo di cute, è particolarmente adatta per le pelli secche e sensibili.

  • Sapone di Aleppo

Costituito da olio di oliva e alloro, il sapone di Aleppo è in grado di prevenire l'invecchiamento e la secchezza della pelle, grazie alle sue proprietà antiossidanti. Risolutiva per ammorbidire la pelle, questa saponetta può essere utilizzato anche come base schiumosa per una maschera facciale fai da te.

Chiedi consiglio al tuo farmacista per selezionare la saponetta più adatta per la tua bellezza.
Carbone vegetale: un aiuto naturale per ridurre i gas intestinali

Carbone vegetale: un aiuto naturale per ridurre i gas intestinali

16 Maggio 2019

Vi è mai capitato di avere una sensazione di gonfiore alla pancia? Se la risposta è sì, la causa potrebbe essere stata un eccesso di gas nell’intestino, un disturbo che colpisce circa il 15% della popolazione mondiale, la cui particolarità è quella di svilupparsi in fasi intermittenti e discontinue.

In condizioni “normali” nell’intestino sono presenti tra i 100 e i 150 ml di aria e gas, tra cui azoto, ossigeno, idrogeno, monossido di carbonio e metano.

L’aumento di questi livelli può portare a diverse situazioni:

  • meteorismo: un accumulo di gas nell’intestino che causa dolore addominale e disturbi come diarrea e stitichezza;
  • flatulenza: l’emissione di gas data dall’eccessiva deglutizione di aria o dai gas prodotti durante la digestione degli alimenti;
  • aerofagia: l’aria in eccesso che finisce nello stomaco ogni volta che, aprendo la bocca, parliamo, mastichiamo o beviamo.

Carbone vegetale, addio pancia gonfia

Ridurre questi disturbi è possibile, per esempio, agendo sull’alimentazione. Un valido aiuto ci arriva da alcuni cibi tra cui il peperoncino, la mela, lo zenzero o tisane a base di finocchio, anice e cumino. Ma non solo, un altro importante alleato, è il carbone vegetale, una sostanza naturale derivata dalla combustione del legno, capace di ridurre i gonfiori addominali.

Grazie alle sue proprietà adsorbenti e aggreganti, trattiene i gas intestinali nei suoi pori, agendo contro aerofagia, meteorismo e flatulenza. In più, si può utilizzare in caso di problemi legati alla digestione, tensione addominale, acidità o reflusso gastroesofageo.

Attenzione alle controindicazioni. Il carbone vegetale è in grado di attrarre e limitare l’assorbimento anche di alcuni farmaci e principi nutritivi. Per questo è importante assumerlo lontano dai pasti e sempre sotto indicazione medica e del vostro farmacista che sapranno consigliarvi la giusta posologia e formulazione.

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