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3 rimedi per il raffreddore prima di andare a letto

3 rimedi per il raffreddore prima di andare a letto

25 Gennaio 2018

È stagione di starnuti: complici le basse temperature e i virus influenzali piuttosto aggressivi, il raffreddore è una minaccia concreta.

Per prevenirlo o curarlo in modo naturale, ecco 3 rimedi semplici ma efficaci da mettere in pratica prima di andare a letto!

  1. Suffumigi con tea tree oil

Conoscete il tea tree oil? Un olio essenziale dalle numerose virtù, tra cui l’azione anti virale. Se avete il naso chiuso e gocciolante, la sera preparate una vaschetta di acqua fumante e diluitevi dentro 10 gocce di tea tree oil. Coprite la testa con un panno asciutto e respirate a pieni polmoni.

  1. Un bicchier d’acqua con gocce di echinacea

L’echinacea è una pianta erbacea originaria del Nord America, le cui radici stimolano il sistema immunitario e favoriscono la produzione di leucociti che uccidono gli agenti nocivi come virus e batteri.

In più, l’echinacea ha una valida funzione antibiotica e antinfiammatoria, che aiuta a sfiammare le vie respiratorie ed a liberarsi dal raffreddore.

In farmacia trovate l’echinacea in compresse o gocce: assicuratevi di acquistarne la tintura madre, prodotta sia con le radici che con i fiori, e diluitene 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua prima di coricarvi.

Se il raffreddore è già in corso, replicate la bevanda anche la mattina!

  1. Una compressa di rosa canina

Contro il raffreddore è utile fare il pieno di vitamina C. Oltre ai prodotti classici, provate la rosa canina: un integratore alimentare naturalmente ricco di acido ascorbico – ne vanta una concentrazione molto maggiore rispetto agli agrumi – con spiccate proprietà immunostimolanti e ricostituenti per l’organismo.

Quando prenderla? O subito prima di andare a letto, oppure al mattino appena svegli. In caso di raffreddore acuto raddoppiate la dose.

5 consigli per misurare la pressione

5 consigli per misurare la pressione

23 Gennaio 2018

È una buona abitudine a tutte le età: misurare la pressione è semplice, veloce e può darci in breve tempo un primo indizio sulla nostra salute.

Per un risultato attendibile, però, assicuratevi di misurarla nel modo giusto.

Ecco come misurare la pressione facendo attenzione a 5 fattori.

  1. Misurare la pressione a riposo: se siete molto agitati, evitate di misurare subito la pressione, per non rischiare di ottenere un risultato sballato. Piuttosto, cercate di tranquillizzarvi e di rimanere calmi per almeno 5 minuti, così da riequilibrare l’organismo.
  2. Niente caffè e alcool prima di misurare la pressione: per non inficiare il risultato, un’ora prima di misurare la pressione evitate di consumare bevande alcoliche, drink contenenti caffeina e sigarette. Tutte queste, infatti, sono sostanze eccitanti che possono estendere i propri effetti anche a lungo.
  3. Attenzione alla postura: sedetevi con la schiena ben dritta ed appoggiata alla sedia e distendete il braccio, col palmo della mano rivolto all’insù, appoggiandolo sul tavolo. Durante la misurazione non muovetevi e non parlate, per non alterare la rilevazione.
  4. Misurate la pressione due volte di seguito: dopo aver eseguito la prima rilevazione, effettuatene subito un’altra per confrontare i risultati, che dovranno essere molto simili. In caso di alterazioni sensibili, continuate a misurare per rilevare una stabilità. Se la situazione prosegue altalenante, informate il medico.
  5. Misurate la pressione con costanza: i pazienti sani e senza particolari patologie, possono misurare la pressione ogni 3 mesi, per un totale di 4 volte l’anno. I pazienti che soffrono di ipertensione, invece, devono sottoporsi a controlli più regolari e, nei periodi più critici, misurare la pressione 4 volte al giorno, due la mattina e due la sera, sempre alla stessa ora e prima di aver mangiato o assunto farmaci.
5 proprietà incredibili del burro di karité

5 proprietà incredibili del burro di karité

21 Gennaio 2018

Idrata, lenisce e ammorbidisce la pelle: le principali virtù del burro di karité sono note a molti.

Quello che non tutti sappiamo, però, è che oltre alle più note proprietà questa sostanza naturale nasconde benefici incredibili e poco conosciuti.

Curiosi di sapere perché fa bene il burro di karité puro?

Ecco 5 proprietà incredibili di questa sostanza.

  1. Protegge i capelli

Il burro di karité puro svolge un’azione rigenerante e lenitiva sul cuoio capelluto, ideale per combattere gli stati infiammatori, come la psoriasi, e rafforzare le fibre della cute. Come utilizzare il prodotto? Applicando il burro di karité puro, semplice da acquistare in farmacia, come una maschera per capelli.

  1. Stimola la circolazione sanguigna

Il burro di karité, applicato con un massaggio intenso sulle caviglie e sugli arti inferiori, favorisce la circolazione sanguigna, migliora l’ossigenazione dei tessuti e incentiva l’eliminazione degli scarti metabolici.

  1. Previene e cura le smagliature

Il burro di karité è ricco di acidi grassi, è altamente emolliente e svolge un’azione rigenerante intensa sull’epidermide: per questo è molto indicato per riparare il tessuto cellulare rovinato e per stirare le smagliature su pancia e fianchi.

  1. Cura le ferite

Il burro di karité favorisce la rigenerazione delle cellule dei tessuti ed è quindi indicato anche nei casi di escoriazioni, ustioni e ferite.

  1. Combatte l’artrosi

Il burro di karité ha un elevato contenuto di vitamine ed antiossidanti ed ha riconosciute proprietà antinfiammatorie. Per questo viene spesso impiegato anche per massaggi contro i reumatismi, contro i principi d’artrosi e le infiammazioni tendinee.

Attenzione, però: perché il burro di karité sia efficace, assicuratevi di comprare sempre un prodotto puro e di alta qualità.

Chiedete consiglio al vostro farmacista di fiducia!
Mal di gola: estratti naturali per guarire

Mal di gola: estratti naturali per guarire

19 Gennaio 2018

I primi freddi sono spesso sinonimo di mal di gola: complici le temperature in picchiata, i venti gelidi, i batteri in circolazione e gli sbalzi termici, non è raro ritrovarsi con gola infiammata, mucose doloranti e difficoltà a deglutire.

Oltre ad una specifica terapia farmacologica, è possibile lenire i fastidi del mal di gola sfruttando le proprietà benefiche di alcuni estratti naturali, disponibili in farmacia sotto forma di integratori.

Quali sono le piante officinali più efficaci contro il mal di gola?

Eccone alcune!

  1. Grindelia: il suo estratto ha un effetto balsamico, lenitivo e molto emolliente per calmare le mucose del cavo orale e ripristinare la voce rauca.
  2. Verbasco: questa pianta sfiamma le mucose dell’apparato respiratorio ed è efficace contro alcune affezioni critiche come bronchite, tracheite e laringite.
  3. Timo: il suo estratto ha uno spiccato effetto antibatterico ed espettorante, che aiuta ad eliminare più facilmente gli accumuli di muco e di catarro. Nel frattempo, il timo sfiamma e lenisce, dando rapido sollievo dal mal di gola.
  4. Altea: la sua radice è nota per le capacità protettive e lenitive delle membrane delle mucose orali. Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Malvacee, contiene mucillagini attive contro le infiammazioni ed aiuta ad accelerare il processo di guarigione.
  5. Capelvenere: è una pianta officinale attiva contro tosse ostinata, raucedine, raffreddore e catarro. Il suo estratto ha un’elevata efficacia fluidificante ed agisce come un mucolitico, favorendo l’eliminazione del catarro. Ottimo in infusione o come sciroppo, l’estratto di capelvenere è perfetto anche per fare gargarismi e lenire il mal di gola con un’azione topica.
Alopecia: cos’è e come si cura in farmacia

Alopecia: cos’è e come si cura in farmacia

17 Gennaio 2018

È da qualche tempo che sulla vostre cute sono comparse zone a forma circolare, senza peli o capelli? Probabilmente soffrite di alopecia.

Niente paura, però: sebbene l’alopecia sia una patologia che si presenta a causa di un comportamento sbagliato del sistema immunitario che, per errore, attacca i follicoli – i bulbi piliferi da cui nascono e crescono i capelli e i peli – non c’è da preoccuparsi per la vostra salute.

La malattia, infatti, non provoca nessuna complicazione fisica. Tuttavia, gli effetti spiacevoli di questa patologia possono essere più che altro psicologici, visto che l’alopecia spesso si accompagna ad un disagio da parte di chi ne soffre a causa della natura antiestetica del problema.

Nella grande maggioranza dei casi, infatti, l’alopecia si manifesta in testa attaccando il cuoio capelluto e causando, in alcune zone specifiche, la caduta dei capelli e la conseguente comparsa delle chiazze rotonde.

Cosa fare per contrastarla?

Nei casi più critici, l’intervento urto dei corticosteroidi è quasi sempre consigliato. I potenti farmaci antinfiammatori, possono essere somministrati con iniezioni locali direttamente sulle chiazze lasciate dalla perdita dei capelli, per uso orale o per uso topico, con creme che vengono applicate nella zona colpita.

L’uso topico, che prevede l’utilizzo anche di unguenti oltre alle creme, è senza dubbio il più frequente per curare con efficacia la maggior parte dei casi di alopecia.

Lo testimonia il successo di farmaci come il minoxidil e l’antralina: il primo, da applicare due volte al giorno sulle aree interessate, favorisce la crescita dei capelli agendo direttamente sul bulbo pilifero; il secondo, invece, altera la funzionalità “errata” delle difese immunitarie cutanee, permettendo al follicolo di vivere regolarmente.

In ogni caso, se soffrite di alopecia, seguite sempre i consigli del vostro medico: in alcuni mesi, e con le giuste cure, il problema può rientrare.
Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

15 Gennaio 2018

Allarme influenza: il livello di contagi ha superato le previsioni degli esperti e ha eletto l’influenza 2018 come la più violenta degli ultimi 15 anni.

I numeri diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità, del resto, non lasciano dubbi: dall’inizio del monitoraggio sono già stati superati i 3 milioni di pazienti contagiati dal virus influenzale, e il picco non è ancora arrivato.

Le fasce di età più colpite? Come di consueto i soggetti più esposti si confermano i bambini fino ai 5 anni ed i ragazzi fino ai 14.

L’influenza 2018, che si presenta con febbre alta e dolori articolari persistenti che mettono al tappeto per numerosi giorni, ha quindi una curva di diffusione piuttosto ampia e richiede una lunga guarigione.

La buona notizia?

Se i contagi aumentano, la gravità dei casi diminuisce. Al termine della seconda settimana di gennaio, infatti, sono “solo” 170 i casi critici, che hanno richiesto una terapia intensiva, e 30 i decessi: due dati che testimoniano come il virus influenzale sia stato gestito con attenzione in termini di cure e trattamenti farmaceutici.

L’Istituto Superiore della Sanità ricorda che la soluzione consigliata per contenere la trasmissione del virus influenzale è quella di sottoporsi alla somministrazione dell’apposito vaccino, ancora disponibile e raccomandato in vista del picco che sta per arrivare e che porterà con sé una nuova ondata di contagi.

In aggiunta, non dimenticate di lavare frequentemente le mani, di evitare di metterle in bocca e di proteggere le vie respiratorie con sciarpe e mascherine, specialmente negli ambienti chiusi e affollati.
Soffri di tallonite? Ecco i rimedi

Soffri di tallonite? Ecco i rimedi

13 Gennaio 2018

Da qualche settimana ti fa male la parte posteriore del piede e camminare è diventato difficile. Col passare del tempo, poi, il disturbo si è acutizzato e ora l’infiammazione si è estesa all’intera fascia plantare?

Non sottovalutare il problema: potrebbe trattarsi di tallonite.

Un’infiammazione al tallone che crea dolore e che rende molto complesso camminare normalmente.

Le cause? Sono numerosissime: dalle patologie reumatiche, all’artrosi, fino all’eccessiva attività fisica o alle scarpe troppo strette.

Come risolvere questo problema?

I rimedi per la tallonite

  1. Riposo assoluto

La prima cosa da fare, in caso di infiammazione al tallone, è quella di osservare il massimo riposo per non sollecitare la parte già stressata. In questa fase iniziale, applicare del ghiaccio sulla parte dolorante può aiutare ad alleviare il fastidio, così come assumere dei farmaci contro il dolore e l’infiammazione.

  1. Esercizi per distendere i tessuti

Dopo aver ridotto l’infiammazione, è tempo di sollecitare lentamente l’intera zona del piede per recuperare dalla situazione di stress. Un esercizio semplice ed efficace consiste nel contrarre le dita del piede verso l’interno, distendendo tendini e muscoli plantari. Per esercitarti, prova ad afferrare con le dita dei piedi una penna o un tovagliolo, ed esegui almeno 10 ripetizioni.

  1. Plantari e talloniere

Gli sportivi, le amanti di scarpe col tacco o ballerine, o i pazienti che soffrono di tallonite cronica, devono fare particolare attenzione a proteggere questa delicata zona del piede, sorreggendo i muscoli e i tendini nella giusta posizione. In farmacia esistono numerose talloniere e cuscinetti plantari, semplici da introdurre in ogni calzatura e perfetti per assumere la giusta postura e godere del massimo comfort.

Geloni ai piedi: come curarli?

Geloni ai piedi: come curarli?

11 Gennaio 2018

Se siete stati per lungo tempo all’aperto, esposti alle basse temperature, potreste avvertire un bruciore alle mani o ai piedi.

Controllate il colore e la texture cutanea: se la pelle è lucida, gonfia ed ha un colore rosato o violaceo potrebbe trattarsi di geloni.

I geloni compaiono quando la pelle particolarmente sensibile viene esposta per tante ore al freddo, senza una dovuta protezione, e poi è sottoposta ad un brusco rialzo termico che crea una dilatazione troppo veloce dei vasi sanguigni. La cute si infiamma e si gonfia, a causa dell’edema dei tessuti, la pelle cambia colore, diventa bluastra e si presenta marmorizzata, tirata, più rigida e soggetta a spaccature.

Per prevenire i geloni, la prima regola è quella di indossare capi di abbigliamento che isolino termicamente la pelle. Se le zone delicate del vostro corpo non sono sufficientemente coperte da grasso o tessuto muscolare – come accade ad esempio a donne e bambini – assicuratevi di mantenerle al caldo e di favorire la giusta circolazione.

Se sapete per certo di dover rimanere per molte ore all’aria aperta prevenite la comparsa di geloni con creme che proteggano la cute, che svolgano una funzione di termoregolazione – aumentando il calore nelle zone più critiche e preservandone la dispersione – e che attivino il microcircolo cutaneo per evitare gli episodi di micro congelamento.

Se, invece, i geloni sono ormai una dolorosa realtà, correte ai ripari applicando delle specifiche creme lenitive e cicatrizzanti, in grado di risolvere le ulcere causate dal freddo e di sfiammare il bruciore.

Ottimi, per lenire, sono anche gli impacchi con fiori di calendula e olio di mandorle dolci.

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

09 Gennaio 2018

Freddo e gelo sono i principali nemici per la pelle del viso: il restringimento dei vasi sanguigni del volto provocato dalle temperature rigide, infatti, riduce l’ossigenazione dei tessuti, danneggiando la cute.

Ecco perché la pelle esposta a lungo al clima invernale perde tono, vigore e luminosità. Non solo: il freddo provoca anche una riduzione del film idrolipidico che dà elasticità alla cute. Così, nelle zone più fragili del viso, come ai lati della bocca, si possono formare antiestetiche e dolorose lacerazioni cutanee.

Cosa fare, quindi, per proteggere la pelle dal freddo intenso, e farla risplendere anche d’inverno? Ecco alcune soluzioni efficaci:

  • Creme ad alta concentrazione lipidica. Soprattutto in inverno è fondamentale utilizzare prodotti strutturati che siano in grado di nutrire la pelle inaridita dalle basse temperature. Per questo, le creme a base di acido ialuronico, oli vegetali e glicerina sono vivamente consigliate. L’azione emolliente e protettiva, ripara la cute dai danni provocati dal freddo.
  • Camomilla, calendula e olio di rosa mosqueta. Per trattare la pelle del viso al meglio anche d’inverno, il consiglio è utilizzare prodotti idratanti e nutrienti anche per la detersione, meglio se di estrazione naturale. Per una cute luminosa e brillante, quindi, inserite nella vostra beauty routine quotidiana – sia alla sera che al mattino – detergenti a base di camomilla e calendula. Inoltre, se il vostro viso appare disidratato ed irritato a causa del freddo, non dimenticatevi del potere delicato dell’olio di rosa mosqueta, perfetto per ridare vigore a pelli spente ed arrossate.
  • A tutta vitamina. Per proteggere il viso dagli effetti dannosi del freddo, nei prodotti cosmetici – e anche a tavola – date spazio alle vitamine: come la vitamina A, C ed E, preziose alleate contro il gelo e gli inverni rigidi. Ai sieri ad alta concentrazione vitaminica, abbinate un’alimentazione ricca di agrumi e legumi: il vostro volto non dovrà temere più nulla durante la stagione fredda.
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