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Febbre alta nei bimbi: come comportarsi

Febbre alta nei bimbi: come comportarsi

12 Ottobre 2019

Vostro figlio ha la febbre e il termometro continua a salire? Non fatevi prendere dal panico. La febbre alta nei bambini, infatti, è un evento usale che non deve creare allarmismi, ma che, al tempo stesso, non deve essere sottovalutato.

Ad esempio, dopo una vaccinazione o durante la comparsa dei denti, la febbre nei bambini può salire e tale evento è abbastanza normale.

Tuttavia, nei bambini – così come negli adulti – la febbre è il sintomo che qualcosa non sta andando nell’organismo. La febbre, infatti, è uno strumento di difesa che si manifesta in presenza di un virus o batteri. Per considerarla alta, la temperatura corporea deve superare i 38° C.

Che fare in questi casi? Se, dopo aver misurato la febbre al piccolo – quattro volte al giorno, lontano dai pasti, meglio se utilizzando un termometro elettronico auricolare – la temperatura resta per 48 ore oltre i 38 gradi, è possibile somministrare farmaci a base di paracetamolo o di ibuprofene, gli unici consentiti per la cura di un bambino.

Questi farmaci aiutano a fare scendere la febbre al piccolo, permettendo anche di alleviare i dolori muscolari e il malessere generale generato dall’alta temperatura corporea. Per le modalità di somministrazione e per le dosi consigliate, fate sempre riferimento al vostro pediatra o al farmacista di fiducia.

Oltre alla terapia medicinale, è bene seguire alcuni consigli utili per contrastare la febbre alta: innanzitutto, fate bere molto il bambino, per evitare la disidratazione. Quindi, non copritelo oltremodo: il corpo deve avere l’opportunità di disperdere il calore dato dalla febbre. Infine, se ancora neonato, continuate ad allattarlo al seno regolarmente.

Qualora, dopo le 48 ore e dopo la somministrazione dei primi farmaci, la febbre non dovesse diminuire, contattate il vostro pediatra per gli approfondimenti del caso.

Rallentare la comparsa dei capelli bianchi con gli integratori

Rallentare la comparsa dei capelli bianchi con gli integratori

10 Ottobre 2019

La comparsa del primo capello bianco è un duro colpo per molti: un segnale inequivocabile che l’invecchiamento sta ufficialmente iniziando.

La causa della canizie – così si indica tecnicamente il fenomeno dei capelli bianchi – è da ricercare nel calo della melanina presente nei bulbi piliferi del cuoio capelluto.

Con il passare degli anni la concentrazione di questo elemento diminuisce, rendendo meno efficace il processo di pigmentazione.

La decrescita della melanina nei capelli, quindi, lascia la chioma sempre più priva del suo colore naturale e la espone ad un progressivo sbiancamento.

Si tratta di un percorso naturale che può essere, però, influenzato da diversi fattori: come una carenza di minerali o un deficit vitaminico, che possono compromettere la naturale rigenerazione cellulare ed accelerare la comparsa dei temutissimi capelli bianchi.

Ecco come agire.

Supplementi vitaminici contro i capelli bianchi: ecco i migliori

Assumere integratori vitaminici può rallentare l’incanutimento. Ecco quali sono i più attivi:

  • Rame: un elemento critico per favorire la produzione di melanina e sostenere la pigmentazione dei capelli. Dove trovarlo? All’interno di integratori specifici o in alimenti come le lenticchie, i semi di girasole o le mandorle;
  • Vitamina del Gruppo B: tutte le vitamine del gruppo B, in particolare la B12 e la B5, sono importanti per garantire la vitalità e la salute dei capelli;
  • Selenio: un principio attivo antiossidante e stimolante per il sistema endocrino, in grado di sollecitare la produzione di alcuni ormoni connessi con la salute dei capelli e con il loro processo di invecchiamento;
  • Magnesio: quando manca questo elemento, il corpo inizia a produrre radicali idrossili che agiscono come agenti sbiancanti e fermano la produzione di tirosinasi, l’enzima connesso con la produzione di melanina.

Se la comparsa dei capelli bianchi ti spaventa, in farmacia puoi trovare numerosi integratori utili per dare sostegno all’organismo e favorire il processo di rigenerazione cellulare del cuoio capelluto. Chiedi all’esperto!

Influenza in dolce attesa: ecco i farmaci consentiti

Influenza in dolce attesa: ecco i farmaci consentiti

08 Ottobre 2019

Per combattere l'influenza è importante prestare attenzione ai medicinali che si assumono. Una meticolosità che deve essere necessariamente raddoppiata quando si è gravidanza. Per questa ragione, se dovessero presentarsi febbre, mal di gola o raffreddore durante la dolce attesa, è bene seguire alcuni importanti accorgimenti, affidandosi alle cure di uno specialista ed evitando il "fai da te".

Ad ogni sintomo un rimedio

I sintomi influenzali sono sempre gli stessi, a prescindere dalla stagione o dall'età. Vediamo insieme come affrontarli durante la gravidanza:

  • raffreddore: per diminuire l'effetto "naso chiuso" l'ideale è fare un aerosol un paio di volte al giorno, sempre su consiglio medico;

· febbre e dolori articolari: in questi casi l'alleato numero uno è il paracetamolo. Al contrario, nelle prime sei settimane, nel terzo trimestre di gravidanza e durante l’allattamento, sono da evitare i medicinali a base di acido acetilsalicilico;

· mal di gola: via libera a gargarismi con collutori a base di clorexidina. Svolgono un'azione disinfettante in tutto il cavo orale fino alle tonsille. Ottimi anche i prodotti anestetici e antisettici.

Buone abitudini: garanzia di salute

Che siate in dolce attesa oppure no, mai sottovalutare le buone abitudini. Queste giovano al sistema immunitario e aiutano ad alleviare i sintomi dell'influenza.

Ricordatevi, quindi, di:

· aumentare la quantità di liquidi per combattere la disidratazione che spesso può subentrare in caso di febbre e problemi intestinali;

· mantenere il giusto apporto nutrizionale, mangiando meno ma più spesso durante la giornata e preferendo cibi leggeri, digeribili, ad alto contenuto di vitamine e sali. Preferite cibi più calorici la mattina e a pranzo;

· incrementare i momenti di risposo, per evitare che la febbre salga, e non affaticare troppo la respirazione.

E non dimenticatevi di farvi sempre consigliare dal vostro farmacista nella scelta dei prodotti più adeguati da assumere!

Eccessiva stanchezza? Trova il rimedio migliore in farmacia

Eccessiva stanchezza? Trova il rimedio migliore in farmacia

05 Ottobre 2019

sentite stanchi, indeboliti, spossati, nonostante non abbiate fatto particolari sforzi fisici o mentali? Non preoccupatevi, può capitare e generalmente un giorno KO può capitare.

Tuttavia, se questa fiacchezza dovesse persistere nei giorni, impedendovi di lavorare o di vivere al meglio la quotidianità, è meglio non lasciar passare troppo tempo prima di intervenire.

Per prima cosa curate l’alimentazione, inserendo nella vostra dieta i cosiddetti supercibi, ricchi di nutrienti e poveri di grassi.

Come il pesce azzurro, la carne bianca di pollo e tacchino, le uova, ricche di proteine, i legumi, con lenticchie e ceci in testa, e le verdure tra cui spiccano i piselli, i fagioli e la soia.

Per combattere l’eccessiva stanchezza non dimenticatevi l’importanza di seguire un corretto stile di vita, senza stress e tensioni.

Ma non è tutto: la stanchezza eccessiva, infatti, può dipendere anche da problemi legati al peso o da alterazioni del normale ciclo sonno-veglia. O, ancora, da situazioni critiche all’interno della sfera mentale: le preoccupazioni, l’ansia e gli stati depressivi sono tra le prime cause di stanchezza fisica persistente.

Che fare, quindi, se con la sola correzione dell’alimentazione, il senso di stanchezza non passa? In farmacia è possibile trovare integratori vitaminici pensati per aiutare il corpo a recuperare dalla stanchezza fisica e mentale.

Ricchi di sali minerali, vitamine, creatina, arginina, potassio e magnesio, questi integratori non solo ridanno energia al corpo, ma migliorano anche l’ossigenazione del cervello, la vasodilatazione e la resistenza alla fatica.

Chiedi anche tu consiglio al tuo farmacista per trovare il rimedio migliore alla stanchezza e sentirti nuovamente attivo.
Menopausa, ecco come non ingrassare

Menopausa, ecco come non ingrassare

03 Ottobre 2019

Per molte donne eliminare i chili di troppo è una vera e propria missione. Ma cosa succede quando non è solo la nostra volontà a impedire questi fastidiosi inestetismi?

Intorno ai 45-50 anni le donne entrano in menopausa. In questa particolare fase della vita, si verifica un calo degli estrogeni e questo, come ogni variazione ormonale, può causare diverse conseguenze, tra cui proprio la tendenza ad ingrassare.

Con l'avanzare dell'età, infatti, il corpo brucia meno calorie e, durante la menopausa, le cellule in cui è contenuto il grasso corporeo aumentano. Questa combinazione di fattori fa sì che, l'energia prodotta in eccesso e non consumata, si accumuli sotto forma di grasso. In più, si assiste ad una diminuzione del tono muscolare e dei tessuti, e a variazioni emotive come l'ansia, che a sua volta può portare a disturbi alimentari. Tutti questi elementi, insieme, concorrono ad aumentare la possibilità di ingrassare.

Menopausa: stop ai chili di troppo

Come fare, quindi, per mantenere il proprio peso sotto controllo e affrontare la menopausa mantenendosi in forma? Per prima cosa è importante seguire un'alimentazione equilibrata, privilegiando verdure come cavolfiore, zucca e melanzane e facendo due spuntini di frutta al giorno. In più:

· consumate un paio di volte la settimana carne bianca e pesce azzurro, ricco di omega 3;

· condite gli alimenti con olio extravergine d’oliva;

· bevete tanta acqua;

· fate attività fisica. Basta camminare 45 minuti al giorno per stare in forma.

In caso di dubbi chiedete sempre consiglio al personale specializzato: vi sapranno dare tutte le informazioni utili per godervi a pieno questo importante cambiamento di vita con un corpo sano e in forma.

Unghie sfaldate? Ecco i rimedi più efficaci

Unghie sfaldate? Ecco i rimedi più efficaci

01 Ottobre 2019

Le unghie sfaldate, deboli e frammentate vengono percepite principalmente come un problema estetico.

Tuttavia la fragilità delle unghie che colpisce in particolar modo le donne è una vera e propria patologia, conosciuta come onicoschizia lamellina, che può nascondere problemi più radicati.

Le unghie sane, infatti, solitamente rispecchiano una buona condizione di salute generale ed un alto livello di cheratina, sintomo che gli elementi di cui si compone, come lo zinco, il ferro ed il rame, sono correttamente presenti nel corpo.

Un deficit di queste sostanze, al contrario, non solo provoca unghie più sottili, con il conseguente sollevamento della loro parte più superficiale, ma dimostra una carenza fisica, in particolar modo alimentare.

La disidratazione dell’unghia, infatti, è generalmente dovuta a carenze alimentari, in particolare di vitamina A e B6. Ma non solo: le unghie sfaldate sono anche la conseguenza dell’utilizzo di smalti o prodotti cosmetici di qualità scadente che inaridiscono le unghie, esponendole allo rottura.

Come fare, quindi, per dire addio alle unghie sfaldate? Innanzitutto, prendete l’abitudine di indossare guanti nel caso entriate in contatto con sostanze aggressive e non dimenticate di utilizzate prodotti cosmetici delicati e di qualità, che non irritino le vostre mani.

Poi, chiedendo consiglio al medico o al farmacista di fiducia, completate la vostra alimentazione con integratori nutrizionali in grado di colmare le carenze legate alla dieta.

Gli integratori alimentari ricchi di aminoacidi, vitamine e minerali sono i più adatti. La loro composizione, infatti, è perfetta per regalare alle unghie il giusto apporto nutrizionale. Grazie agli integratori alimentari ridonerete in breve tempo elasticità, forza e resistenza alle unghie, correggendo tutte le fastidiose alterazioni.
Gambe leggere con le calze a compressione graduata

Gambe leggere con le calze a compressione graduata

28 Settembre 2019

Soffrite di gambe pesanti e affaticate o avete notato la comparsa di piccoli capillari superficiali?

Fate attenzione alla circolazione delle gambe: una vita sedentaria, una postura faticosa o una predisposizione genetica possono penalizzare il flusso di sangue attraverso gli arti inferiori.

Come migliorare la situazione e alleggerire le gambe?

Con le calze a compressione graduata: speciali collant elastici da indossare durante la giornata, per facilitare il ritorno venoso e aiutare il sangue a risalire su per la gamba.

A cosa servono le calze a compressione graduata?

Contro una circolazione pigra ed una stasi venosa degli arti inferiori le calze a compressione graduata esercitano una pressione leggera, ma costante, che dalla caviglia si distende alla coscia.

Questo capo di abbigliamento funzionale, quindi, attiva il ritorno venoso e favoriscono il drenaggio dei liquidi, alleviando le patologie circolatorie e contrastando il ristagno adiposo e la cellulite.

Quanti tipi di calze a compressione graduata esistono?

In farmacia sono disponibili 2 tipologie di calze a compressione graduata:

  • Preventive: hanno una compressione lieve, di circa 18 mmHg e sono indicate a chi sta spesso in piedi o seduto per lavoro, a chi assume contraccettivi orali o soffre di stasi venosa ereditaria.
  • Terapeutiche: hanno una compressione che oscilla dai 19 mmHg ai 50 mmHg circa e che cresce all’aumentare della gravità della patologia in corso.

Come si indossano le calze a compressione graduata?

La mattina, appena svegli e con le gambe sgonfie, arrotolate la calza fino all’estremità della punta e, dalle dita del piede, srotolatela lentamente avendo cura che il tessuto aderisca perfettamente alla pelle.

Per facilitare il gesto cospargete la gamba con del borotalco: in questo modo la pelle sarà più scivolosa e la calza scorrerà più semplicemente.

Ricordate, infine, di lavare le calze a compressione graduata con attenzione: scegliete programmi delicati e non superiori ai 30° per mantenere inalterate nel tempo elasticità e forza del capo.
Herpes simplex labiale: ecco come curarlo e prevenirlo con efficacia

Herpes simplex labiale: ecco come curarlo e prevenirlo con efficacia

26 Settembre 2019

L’herpes simplex labiale è un virus decisamente fastidioso e molto spesso antiestetico.

In farmacia esistono numerosi rimedi efficaci: dai prodotti topici a base di Aciclovir, ai cerottini trasparenti da applicare sulle labbra, passando per gli stick naturali, l’herpes labiale può essere trattato con successo in tempi brevi.

Ma non è tutto: con alcuni accorgimenti quotidiani è possibile ridurre l’esposizione a questa spiacevole patologia. Come noto, infatti, l’herpes simplex rimane latente nei soggetti che ne soffrono e può ripresentarsi spesso.

Gli studi in materia hanno confermato che questo herpes è causato da fattori quali stress, eccessiva esposizione al sole, alimentazione non corretta e ancora malanni di stagione o riduzione delle difese immunitarie.

Per prevenire l’herpes, quindi, è necessario limitare il più possibile tali condizioni.

Il primo passo da seguire per allontanare i rischi dell’herpes è migliorare le difese immunitarie: il consiglio è assumere periodicamente integratori a base di vitamine e fermenti lattici. L’equilibrio delle nostre difese, infatti, è fortemente localizzato nell’ultimo tratto intestinale: un intestino sano, quindi, favorisce positivamente la qualità difese del nostro corpo.

Per prevenire la comparsa dell’herpes, non dimenticate poi l’importanza dell’idratazione: bere molta acqua aiuta a mantenere in equilibrio le difese immunitarie, preservando l’organismo dall’attacco dei virus.

Infine, anche l’innovazione arriva in aiuto di chi vuole prevenire e curare con efficacia l’herpes labiale: negli ultimi tempi sono stati introdotti sul mercato rossetti elettronici che, sfruttando gli shock termici e le alte temperature (fino a 50° C), hanno l’obiettivo di fermare l’avanzamento del virus e, in modo indolore, farlo regredire completamente.

Freddo e pelle secca, non solo creme: l´aiuto arriva anche dalla tavola

Freddo e pelle secca, non solo creme: l´aiuto arriva anche dalla tavola

24 Settembre 2019

L‘autunno è arrivato portando con sé tanti colori ma anche il primo freddo. Guanti e giacconi sono indispensabili per difenderci dalle basse temperature ma, spesso, non sono sufficienti a proteggere la nostra cute.

L’epidermide, infatti, a causa del clima più rigido, tende a diventare secca, poco elastica e facilmente irritabile. Per ovviare a questo problema è fondamentale mantenerla idratata, utilizzando creme specifiche e seguendo la giusta alimentazione. Avete capito bene! Ciò che mangiamo contribuisce a difendere la pelle, fornendole vitamine, sali minerali e tutte le sostanze necessarie per nutrirla e rigenerarla.

A tavola con gli amici della pelle

Vediamo, quindi, quali sono gli alimenti da tenere sempre a portata di mano per proteggere la cute dal freddo.

  • Melograno: la presenza di polifenoli antiossidanti aumenta il flusso sanguigno e ossigena la cute.
  • Patate dolci: grazie alla vitamina A e betacarotene rinforzano la barriera protettiva della pelle e, come il cavolo, riducono la secchezza e la rendono più soda;
  • Uova: le vitamine A, E, B5 e D mantengono la cute sana ed elastica, favorendo il rinnovamento cellulare. Lo zinco, poi, combatte le infiammazioni e accelera la guarigione delle ferite.
  • Agrumi: grazie alla vitamina C, agiscono come antiossidanti e stimolano la produzione di collagene.
  • Noci: l’acido alfa-linolico previene l’invecchiamento cutaneo combattendo i radicali liberi;
  • Salmone: ricco di omega 3 e vitamina D, mantiene bilanciata la membrana lipidica e svolge un’azione antinfiammatoria.
  • Olio di girasole: gli acidi grassi omega 6, garantiscono il rinnovamento cutaneo e, come l’olio di germe di grano, contribuisce ad idratare l’epidermide.
Per avere maggiori informazioni, potete rivolgervi al vostro farmacista che saprà indicarvi gli alimenti migliori o gli integratori più adatti per difendere la vostra pelle.
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