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Influenza, l´OMS sfata 5 grandi miti

Influenza, l´OMS sfata 5 grandi miti

19 Febbraio 2019

Naso che cola, tosse, mal di testa. Quante volte, in presenza di questi sintomi, ci siamo improvvisati medici dando la colpa all'influenza.

Anche se questi disturbi sono tipici di questa patologia, è importante non sottovalutarli perché, come evidenziato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo causano ogni anno tra i 350.000 e i 650.000 decessi, oltre a milioni di ricoveri.

Influenza, vietato non sapere

Questa malattia, quindi, è molto più pericolosa di quanto si pensi e spesso, pensando di sapere già tutto, non ne curiamo adeguatamente gli effetti, peggiorandoli.

Per questo motivo è bene chiarire alcuni punti:

  • l'influenza non si deve trascurare. Molte volte, infatti, scambiandola per un semplice raffreddore, si lascia che i sintomi si complichino, portando a malattie decisamente più gravi come polmoniti e infiammazioni di cuore e cervello;
  • il vaccino antinfluenzale non causa l'influenza e non provoca effetti collaterali gravi. I casi di effetti conseguenti al vaccino, infatti, sono rarissimi. Può manifestarsi, invece, un senso di spossatezza per circa un paio di giorni;
  • i vaccini funzionano per i virus specifici per cui sono stati formulati. Ѐ, quindi, possibile ammalarsi di influenza se si viene colpiti da ceppi diversi da quelli per cui si è stati vaccinati;
  • le donne incinte possono vaccinarsi. Ѐ consigliato dai medici poiché, in stato di gravidanza, il sistema immunitario è più debole;
  • proteggersi dall'influenza si può, limitando il contatto con persone malate, disinfettando le superfici condivise, lavandosi spesso le mani ed evitando di toccarsi troppo spesso occhi, bocca e naso.

In ogni caso, rivolgetevi sempre al vostro medico per una corretta diagnosi e al vostro farmacista per avere indicazioni su come curare in modo adeguato questa patologia.

Vaccinarsi contro la polmonite? Pensaci se hai più di 65 anni

Vaccinarsi contro la polmonite? Pensaci se hai più di 65 anni

16 Febbraio 2019

Ogni anno un milione di persone nel mondo muoiono a causa della polmonite: una patologia che, solo in Italia, rappresenta la causa di decesso per 9.000 pazienti.

Solo per avere un metro di paragone, la polmonite provoca il triplo delle vittime degli incidenti stradali e uccide 33 volte in più dell’influenza, colpendo, nel 96% dei casi, pazienti di età superiore ai 65 anni.

Si può prevenire la polmonite? Sì, con l’apposito vaccino: ecco dove trovarlo, a chi è consigliato e chi è esente dal pagamento.

Il vaccino contro la polmonite è in farmacia

In farmacia è disponibile il vaccino contro la polmonite – anti pneumococco - ed è acquistabile gratuitamente dai pazienti che hanno superato i 65 anni.

È proprio questa fascia di persone, più fragili e con un sistema immunitario più debole, ad essere maggiormente esposta al rischio di contrarre la polmonite, sia come conseguenza dell’influenza che come patologia a sé.

In aggiunta, il Sistema Sanitario Nazionale consiglia la vaccinazione anti pneumococco – e la offre gratuitamente – ai pazienti con patologie croniche a livello polmonare, cardiovascolare o diabetico.

La stagione in cui i rischi sono maggiori? Anche se la polmonite colpisce tutto l’anno, il picco di contagi si concentra nei mesi invernali: complice l’arrivo dei virus influenzali, che per il 2018 si preannunciano aggressivi, e il calo delle temperature con conseguenti malattie a carico del sistema respiratorio, è tempo di riflettere su come mettersi al riparo dalle malattie di stagione.

Per difendersi dalla polmonite basta un’unica vaccinazione: somministrando il vaccino coniugato si può preparare l’organismo ed il sistema immunitario a difendersi dall’aggressione virale, per tutta la vita.

Per maggiori informazioni chiedi consiglio al tuo farmacista o al medico di fiducia.

Influenza: previenila prendendoti cura dell´intestino

Influenza: previenila prendendoti cura dell´intestino

14 Febbraio 2019

Quante volte, soprattutto con i primi freddi, ci siamo sentiti dire di coprirci bene per prevenire l'influenza? Questa patologia, infatti, viene spesso associata a fattori esterni.

Maglioni e cappelli, però, non bastano per tenerci lontano dai malanni di stagione. Prendersi cura del proprio organismo, invece, può fare davvero la differenza.

Ogni anno, sono circa 5 milioni le persone colpite dall'influenza. I sintomi sono molti comuni e vanno dal rialzo della temperatura corporea alla nausea e mal testa, fino ai dolori articolari.

I virus responsabili di questa patologia sono molto aggressivi e riescono a superare le difese degli anticorpi presenti nel nostro sistema immunitario. Un ruolo fondamentale nella prevenzione degli attacchi influenzali è svolto dall’intestino e dalla flora intestinale.

Intestino sano: addio influenza

All'interno dell'apparato gastro-intestinale, troviamo il microbiota, ossia l'insieme dei batteri utili a prevenire l'influenza. Quando la flora intestinale è bilanciata, riesce ad ostacolare la crescita dei batteri dannosi favorendo quelli buoni.

Lo stress, una scorretta alimentazione, l'età e l'utilizzo di farmaci, però, possono alterare l'equilibrio intestinale. Per questo motivo è fondamentale prendersi cura di questo organo, assicurandogli un coretto funzionamento.

Per farlo è possibile intervenire con i fermenti lattici, ossia, degli organismi vivi capaci di apportare un beneficio alla nostra salute. Oltre a quelli già presenti naturalmente nel corpo, è possibile introdurli tramite alimenti come lo yogurt o degli integratori. Ma non solo. Anche la vitamina D è fondamentale per la salute dell'intestino, poiché interviene direttamente sull'attivazione del sistema immunitario.

Per sapere i giusti integratori da prendere per tutelare il nostro intestino e prevenire gli attacchi influenzali, potete chiedere consiglio al vostro farmacista, che saprà indicarvi i prodotti migliori e una dieta equilibrata.

Stop al mal di gola con l’umidificatore

Stop al mal di gola con l’umidificatore

12 Febbraio 2019

Arrivano i primi freddi e con loro anche i tipici mali di stagione. Gli sbalzi di temperatura tra l’esterno e l’interno delle abitazioni, infatti, causano secchezza alle mucose e la riduzione di lacrime e saliva. Tutti elementi che rappresentano vere e proprie barriere ai virus e ci mantengono in salute.

Il calore eccessivo e la mancanza di umidità negli ambienti chiusi, contrastano il corretto funzionamento delle nostre difese, favorendo gli attacchi virali e la nascita di disturbi come, per esempio, il mal di gola.

Prevenire questo problema, però, è possibile: basta seguire qualche piccolo accorgimento.

Via libera al vapore

Per prima cosa è importante mantenenere gli ambienti ad una temperatura di circa 20-22 gradi con il 40-50% di umidità relativa. Per farlo si possono applicare sui caloriferi delle vaschette piene d’acqua che, grazie all’evaporazione generata dal calore, evitano l’eccessiva secchezza degli ambienti.

Un altro rimedio è rappresentato dagli umidificatori, appositi apparecchi in grado di scaldare l’acqua fino a 100° e rilasciare nell’aria vapore acqueo sterilizzato. Soprattutto nel caso ci fossero bambini, vengono consigliati anche modelli “a freddo” che funzionano ad ultrasuoni. Questi producono nebulizzazioni di acqua e le disperdono nell’ambiente.

Generalmente si posizionano nel soggiorno o nelle camere da letto, lontani da fonti di calore e vanno tenuti accesi dalle quattro alle otto ore, a seconda della grandezza della stanza. Importante, poi, è alimentarli solo con acqua fredda del rubinetto, non aggiungere oli o essenze profumate e non dirigere il getto verso oggetti o persone.

Gli umidificatori possono essere acquistati in farmacia sotto indicazione del personale specializzato che vi indicherà il modello migliore a seconda delle vostre esigenze.

Occhi secchi: oltre il 30% della popolazione ha poche lacrime

Occhi secchi: oltre il 30% della popolazione ha poche lacrime

09 Febbraio 2019

Da piccoli, dopo aver pianto, vi sarà capitato di sentirvi dire dai vostri nonni che le lacrime fanno gli occhi belli. Questo detto ha un fondamento di verità: proteggendo la cornea sia dall’essiccazione che dalle infezioni, le lacrime svolgono un’azione fondamentale per la salute oculare.

La mancanza di lacrime, al contrario, può portare a problemi di varia natura che, col tempo, possono danneggiare questo importantissimo organo del nostro corpo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “l’occhio secco” è uno tra i disturbi più sottovalutati e diffusi tanto che, solo in Italia, ne soffre circa un italiano su tre sopra i cinquant’anni di età. Nelle donne, per esempio, questo problema può presentarsi con l’arrivo della menopausa.

Ma non solo. I fattori che possono favorire questa patologia sono molteplici e vanno dagli agenti atmosferici come il caldo eccessivo, il vento o il sole, fino all’uso continuo degli smartphone o alcuni farmaci come antidepressivi, antistaminici, ormoni estrogeni e diuretici.

Occhio secco, sintomi e rimedi

L’occhio secco si manifesta tradizionalmente tramite bruciore, prurito o con una riduzione della vista, nei casi più gravi. Solitamente, la patologia si accompagna a stati di dolore intenso, causato dall’infiammazione della cornea.

Per evitare o alleviare il problema è possibile intervenire seguendo alcuni accorgimenti:

  • eliminando meticolosamente da occhi e viso i residui di trucco o sporcizia;
  • evitando la piscina e l’acqua clorosa;
  • diminuendo l’esposizione al computer;
  • utilizzando lacrime artificiali.

Queste ultime sono colliri a base di acido ialuronico, coenzima Q10 e vitamina E, che non danno effetti collaterali e che, utilizzati costantemente, mantengono l’occhio ben idratato, evitando ricadute o peggioramenti.

Questi prodotti sono acquistabili in farmacia dove, il personale specializzato, saprà consigliarvi e indicarvi la soluzione più adatta alle vostre necessità.
Freddo in arrivo: proteggete la pelle

Freddo in arrivo: proteggete la pelle

07 Febbraio 2019

Durante la stagione fredda la natura si riposa. Cadono le foglie, gli animali vanno in letargo e anche il nostro organismo rallenta alcune delle sue funzionalità.

Con le basse temperature, infatti, il corpo cerca di trattenere calore contraendo la portata dei vasi sanguinei. A causa di questa vasocostrizione, la cute diminuisce il ritmo delle sue attività come, per esempio, la produzione dei lipidi, necessaria per tenerla ben nutrita e in salute.

In inverno, poi, gli attacchi esterni come il vento e gli sbalzi di temperatura, uniti alla maggior disidratazione e alla minor produzione di sebo, possono danneggiare la pelle causando disturbi come screpolature, arrossamenti e l’insorgenza di couperose.

Parola d’ordine, protezione!

Per questo è fondamentale correre ai ripari, prendendoci cura dell’epidermide attraverso una corretta beauty routine e utilizzando prodotti in grado di nutrirla, proteggerla e lenirla. Vediamo insieme come.

Per prima cosa è importante detergere il corpo con prodotti delicati. Preferite acqua tiepida e latti detergenti restitutivi, arricchiti con sostanze emollienti e calmanti, che donano morbidezza alla pelle.

Dopo la detersione è necessario idratare accuratamente ogni parte del corpo, prestando particolare attenzione alle zone più esposte al freddo come il viso e le mani.

Al mattino applicate una crema idratante con filtri solari ad ampio spettro e utilizzatela durante il giorno ogni volta che sentite la vostra pelle poco elastica. La sera, invece, utilizzate una lozione ricca di oli e burri emollienti, in grado di rilasciare le loro proprietà lenitive e rigeneranti durante la notte.

Per avere maggiori informazioni o consigli su come proteggere al meglio la vostra cute potete rivolgervi al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi i prodotti e le formulazioni migliori.

Psoriasi, occhio a cosa mangiate durante le feste

Psoriasi, occhio a cosa mangiate durante le feste

05 Febbraio 2019

Pranzi, cene, aperitivi con gli amici. Il periodo delle festività è una vera e propria minaccia per la nostra linea. Ma non solo. Le frequenti abbuffate di questi giorni, infatti, possono contribuire al peggioramento di molte patologie come, per esempio, la psoriasi.

Si tratta di una dermatite cronica che comporta la comparsa di lesioni sulla pelle che diventa più spessa e con un aspetto squamoso di colore bianco-argenteo.

Anche se l’alimentazione non influisce direttamente sulla sua comparsa, seguire una dieta equilibrata può migliorarne i sintomi, diminuendo i momenti in cui la malattia si riacutizza e riducendo la possibilità che compaiano, contemporaneamente, altri disturbi metabolici.

Un menù di salute

In generale, secondo gli esperti, la dieta migliore per aiutare il corpo a reagire alla psoriasi è quella mediterranea. Durante questi periodi di festa, inoltre, è bene prestare attenzione a qualche piccolo accorgimento in più.

Ecco quindi cosa eliminare e cosa prediligere durante i pranzi e cenoni festivi:

  • evitate cibi ricchi di grassi o zuccheri, proteine animali come insaccati, formaggi stagionati e latte, margarina, fritti, sale, caffè e cioccolata che aumentano lo stato infiammatorio;
  • preferite alimenti anti ossidanti e ricchi di polifenoli come l'olio extravergine d'oliva, pane integrale, pasta, riso, legumi, verdura, frutta, pesce;
  • limitate il consumo di alcol e superalcolici che peggiorano i sintomi e preferite il vino rosso che, grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie, rappresenta un valido aiuto contro la patologia;
  • consumate centrifugati di verdura o frutta che contribuiscono a ridurre la sintomatologia e limitano l’insorgenza di malattie metaboliche correlate, come obesità, diabete e ipertensione.

Per affrontare al meglio la psoriasi potete rivolgervi al vostro medico o farmacista che sapranno consigliarvi il modo migliore per tenerla a bada senza dover rinunciare a godervi dei bei momenti di festa.

Le migliori creme contro la couperose

Le migliori creme contro la couperose

17 Novembre 2018

Se hai la pelle molto secca e sottile e soffri di fragilità capillare, potresti sviluppare la couperose: un arrossamento cronico che colpisce prevalentemente viso, decolleté e collo.

Un disturbo che riguarda soprattutto le donne sopra i 30 anni e che si manifesta con infiammazioni cutanee localizzate – provocate da un maggior afflusso di sangue nei capillari – accompagnate da una sensazione di calore intenso.

Le cause scatenanti sono numerose: dai problemi alla circolazione, alla cute delicata, dal consumo eccessivo di alcool o di alimenti infiammanti fino agli sbalzi di temperatura.

Prodotti cosmeceutici per prevenire e curare la couperose

Il primo passo per chi soffre di couperose è quello di prevenire il rossore.

Sin dalla detersione, utilizzate prodotti cosmetici non aggressivi e privi di alcool, per non irritare la pelle. Dopo l’igiene, applicate creme molto nutrienti, per rafforzare il film lipidico cutaneo e bloccare l’azione degli agenti irritanti esterni.

Per trattare localmente la couperose, invece, scegliete prodotti con formulazioni decongestionanti per favorire il microcircolo e donare immediato sollievo dall’infiammazione e dal rossore.

E per mascherare la couperose in vista di un evento speciale? In commercio esistono creme innovative che provocano lievi vasocostrizioni temporanee: una soluzione utile per tenere sotto controllo il problema per alcune ore, ed evitare il rossore diffuso.

Non dimenticate, infine, di stendere sempre un velo di crema con fattore protettivo dai raggi UV prima di uscire di casa: la couperose peggiora quando la pelle è sottoposta alle radiazioni solari.

Se soffri di couperose e vuoi un consiglio sul prodotto che fa per te, chiedi aiuto al tuo farmacista.

Con il supporto del tuo specialista di fiducia potrai liberarti del fastidioso rossore e vivere senza imbarazzi.

Movember e il mese della prevenzione maschile

Movember e il mese della prevenzione maschile

13 Novembre 2018

Ormai è cosa certa, la prevenzione può salvarci la vita. La diagnosi preventiva, infatti, oltre a ridurre la possibilità di contrarre alcune patologie, può limitarne gli effetti.

Alcune tra le malattie più invasive, come i tumori, sono ancora oggi trascurate e sottovalutate, a causa di una diffusa disinformazione e di una poca conoscenza del proprio corpo.

Il tumore alla prostata, per esempio, è uno sconosciuto per moltissimi uomini, tanto che quasi il 50% dei cinquantenni del nostro Paese, non è mai andato dall'urologo. Questo dato è stato fornito da Doxapharma in occasione di Movember, il movimento internazionale che dedica tutto il mese di Novembre alla sensibilizzazione sul cancro della prostata.

Un mese di prevenzione

La campagna, volta a ricordare quanto sia importante avere cura della propria salute, invita tutti gli uomini a tagliarsi la barba e a farsi crescere i baffi, per far si che, prestando maggior attenzione al proprio corpo, si adotti un atteggiamento più oculato,

Il cancro alla prostata, infatti, soprattutto nella sua fase iniziale, non è facilmente identificabile e solo quando inizia a crescere, può dare alcuni segnali come la difficoltà a cominciare ad urinare o la presenza di sangue nelle urine e nello sperma. Questa sintomatologia, però, è accomunabile anche ad altre patologie.

A questo proposito, l'iniziativa mira a favorire la diagnosi, la prevenzione e la ricerca sui trattamenti dei tumori, in particolare alla prostata e ai testicoli, sensibilizzando sull'importanza di effettuare controlli periodici, in grado di valutare e analizzare eventuali disturbi o patologie in atto.

Per avere maggiori informazioni su come intervenire e sapere cosa fare per effettuare delle analisi preventive approfondite, potete rivolgervi al vostro medico e farmacista di fiducia, che sapranno darvi tutti i consigli di cui necessitate.

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